Queste folate, non troppo deboli, né troppo energiche, contro il viso, s’infiltrano tra i capelli; sembrano portar via tutti i pensieri e le immagini dalla mente.
E’, però, solo un’illusione della durata di sette minuti, il tempo necessario a raggiungere, dalla metropolitana, il portone di casa.
Il piacere, poi, di rientrare nella propria tana, di essere accolti e avvolti da quei particolari oggetti, scelti con cura per il solo gusto di averli a portata d’occhio, disposti nella maniera più armonica.
Un leggero senso di protezione da quattro semplici pareti di cui pochissimi conoscono la disposizione.
- Si?… Oh, ciao Guglielmo. Si, abbastanza bene. Tu come stai?… Sono contento, è gratificante – sorride alla parete – … No, sono rientrato da pochissimo, cinque minuti forse… Una pizza? O un dessert in qualche locale carino? Perché no; preferirei, però, un dessert o un digestivo; ho modo, così, di rilassarmi un po’. Ti va bene?… Perfetto, sì alle 21.30, davanti all’ingresso del teatro alla Piazzetta Polistena. Va bene, a tra poco.
- Andiamo Bianca, prendo il guinzaglio e usciamo per un po’. Ehi, ma se salti con le zampe sulle spalle, non riesco a mettere la giacca… Fermati!
Gioca col vento, e con le foglie che corrono mosse dalle folate, il folto mantello bianco scompigliato, scorazza nel prato per poi tuffarsi tra i fili d’erba, s’impregna dell’odore del verde per portarlo con sé.
E’ un ottobre mite, clima ideale per l’ospite del capannone semi-diroccato.
- Bianca, vieni, dobbiamo tornare a casa.
Saltella per sfuggire alla presa. Prova a coinvolgermi nei suoi giochi per farmi desistere dal proposito; cede poi, mordicchia la giacca, si arrende.
- Allora Guglielmo, parlami del grande evento, del tuo progetto che hanno approvato.
- Non riesco ancora a crederci Renato; – il tono diventa sarcastico – senza “vili viatici pecuniari”, senza grandi sponsorizzazioni. Di solito è sempre necessario che un “qualcuno” potente intervenga… questa volta, invece, incredibile, descrivendo la funzionalità delle soluzioni proposte, pare sia andato in porto.
- Bhe’, è un evento raro, ma tutto questo ci permette, ancora, di essere ottimisti e di pensare che non tutto è marcio. Ti impegnerà molto questo progetto.
- Si, ma realizzarlo sarà molto gratificante, dovrò, anzi dovremo realizzare e organizzare un sito polifunzionale che includa una biblioteca, una sala proiezioni, un centro convegni, strutture sportive… insomma, entusiasmante.
- Sarai, finalmente, soddisfatto e realizzerai una gran parte dei tuoi desideri… Prendiamo questa stradina, mi piace percorrerla, è molto caratteristica con questi balconcini traboccanti di ciclamini rosa. Pensi anche tu che gli abitanti di questi caseggiati possano essersi accordati?
- Si.
Guglielmo appare rabbuiato, inspiegabilmente.
- Ma cos’è quella faccia? Non riesci mai a essere completamente tranquillo!
- Vero! La notizia-scoop di stasera, però, ancora non la conosci.
- Cos’è successo?
- Dai su, entriamo; almeno sarai seduto quando te la dirò.
- Allora è una faccenda grave! Riguarda Agnese!
Sorride, e il viso si tinge dei colori “caldi” che soltanto un volto dalle caratteristiche mediterranee ha.
- Non ridere Renato, Agnese stavolta non è in questione; scegli il divanetto e sediamoci.
- A me basta che sia abbastanza appartato, e che si veda l’ingresso, mi piace osservare la gente che entra nel locale.
- La gente!?!?! Le donne!
- E va bene, le donne. A te no?
- Certo, anche a me, ma non dico che mi piace osservare la gente, così, in generale; dico che mi piace guardare ogni donna che entra e il suo modo di fare, e incrociare i suoi occhi, e fantasticare su quanto io possa piacerle, e a una eventuale storia. Insomma, basta! Cosa prendi?
- Tu cosa prendi?
- Dai Renato, scegli!
- E va bene, direi di prendere un buon vino da dessert e, per quanto mi riguarda, una bella fetta di Sacher.
- Ma non mi dire! Quale novità, una Sacher, ma va là, non l’avrei mai immaginato. Sono indeciso, invece, tra un Millefoglie e un Tiramisù. Innaffiamo il tutto con un Passito di Pantelleria.
- Non mi piace molto il passito… Me la spiattelli la seconda notizia, Guglielmo? Cosa aspetti?
- Dopo, gustiamoci i dolci prima.
- Sei proprio un sadico! Sto tracimando curiosità!
- Esagerato!
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