Circuiti in corto.

Cozzano,
l’un l’altra contro
mura:
di indifferenza, di egoismo.

Circuiti in corto.
Corpo a corpo,
delirio d’emozioni,
infrange
sodali tolleranti promesse.

La linea retta involve: è cerchio.
Orgogli e demagogie
presunzione
religioni, frustrazioni
schiacciano
parvenze d’umanità.

Costretta.

Mare nel mezzo cielo terra
il mio io
tra quella sottile linea.
D’incertezza il tormento
sonononsono
me_meta_physiko
osservo.
Costretta
in questa vita
- di plastica -
nel corpo dilaniato
non da sofferenza,
ma da forzata cura,
ma da ignorante indifferenza.
M’intrido delle miserie umane,
finalmente rispettata poi
- lacero il legame -
libera di vagare.

Amiche.

Contro profili di giovani donne,
vento;
nuances soffuse sui volti
fendono
oleogrammi del futuro.
Sorrisi chiassosi
dissolvono in eco
- silenziose ormai -
d’allegria.
Venti ovattano suoni,
avvolgono,
scagliano parole
lontano
in tempi ignoti,
in dimensioni sconosciute.

Pacata notte lunare.

Fosforii azzurro violacei
- petali cynerini -
rifrangono
pacata notte lunare
appena sorta.
Passi lenti
infilano
viottoli campestri                                                         [...]

Storie comuni.

Raggi riflettono specchi,
sospesi pulviscoli di luce,
l’aria muove candide lenzuola;
lunghi capelli sbattono lavatoi,
ritmano
dolore di donne;
… e la mamma cantava.
Occhi di bimba sgranati
- chiaroscuri d’emozione -
ricolmi
(panneggi d’allegria)
rincorrono
note armoniche silenziose;
… e la mamma cantava.
A oriente donne ricurve
sollevano
albe di germogli odorosi,
del lavoro quotidiano
ondeggia il vocìo di storie comuni;
… e la mamma cantava.

Donna blues

Diafane d’azzurro
- occhi neri -
muovono veli e mantelli,
fantasmi tra le dune
delle proprie vite,
scrivono sabbie.
Granelli
rincorrono arabeschi
d’ocra aranciata,
rosati.
Venti modellano sabbie,
e linee d’orizzonte,
delineano anime senza confini.

Poesie e… vinello?

Mercoledì 12 marzo, presso “La Vineria” di via Gentile da Mogliano 21 (Pigneto), dalle ore 21 Patrizia Berlicchi e Valentina Ferranti leggeranno una selezione di poesie scelte. A seguire Simone Ghelli leggerà alcuni brani dal suo ultimo romanzo inedito, “Il Pigneto Liberato – di come i saracini ripresero possesso del Santo Sepolcro”.
Entrata gratuita.

Nostalghia.

Da antiche scene
affiorano ricordi
di odori di
persone vissute,
linee di vita ab _ rase
su mani
da lustri ormai senza gesto,
celate alla luce.
Occhi chiusi,
scrigni
di vissuti inespressi,
di saperi occultati,
di tradizioni disperse.

La mia umosa storia.

Scie solari aranciate,
mattino appena nato,
riflettono pietre lastricate
piatte
modellate da passi di genti
ricurve
da silenziosa storia millenaria;
chiaroscuri mantelli
ondeggiano fruscianti
verso umose terre autunnali
rivoltate – callose mani – al sole
accolgono vita.

Disconnessione.

Sillabe, parole sconnesse,
dissolte in eco lontane,
evocano
sagome dell’inconscio:
venerabili canuti umani,
ombre bestiali,
totem in-naturali.
Distorte scene oniriche
svaniscono,
-sollevano maschere corrucciate-
R I V E L A N O
ego e alter ego
stremati, stracciati, feriti.