Costretta.

Mare nel mezzo cielo terra
il mio io
tra quella sottile linea.
D’incertezza il tormento
sonononsono
me_meta_physiko
osservo.
Costretta
in questa vita
- di plastica -
nel corpo dilaniato
non da sofferenza,
ma da forzata cura,
ma da ignorante indifferenza.
M’intrido delle miserie umane,
finalmente rispettata poi
- lacero il legame -
libera di vagare.

Moti d’emozione.

Moti ondosi d’emozione
abbandonano
membra alla risacca,
scuotono
creste d’acqua schiumosa e salmastra.
Scene virate seppia
inondano
fogli – inumiditi – di grafie note
percorrono
righe appena tracciate
descrivono parole passate.

Il Colpo – Assorta a pensare…

il colpo… in banca, alle poste…
il colpo… di mano,
il colpo… di genio,
il colpo… della strega (un dolore incredibile!),
il colpo… di pistola,
il colpo… apoplettico ( ci resti secco!!),
il colpo… al cuore,
il colpo… di fortuna,
il colpo… di fulmine,
il colpo… di sonno,
il colpo… di spugna (questo sì che cancella tutto!),
il colpo… di coda, ma anche di c…,
il colpo… [...]

Ragazza

Woman with Horse.

Storie comuni.

Raggi riflettono specchi,
sospesi pulviscoli di luce,
l’aria muove candide lenzuola;
lunghi capelli sbattono lavatoi,
ritmano
dolore di donne;
… e la mamma cantava.
Occhi di bimba sgranati
- chiaroscuri d’emozione -
ricolmi
(panneggi d’allegria)
rincorrono
note armoniche silenziose;
… e la mamma cantava.
A oriente donne ricurve
sollevano
albe di germogli odorosi,
del lavoro quotidiano
ondeggia il vocìo di storie comuni;
… e la mamma cantava.

Ludismo aritmetico… x, +, etc.

Nostalghia.

Da antiche scene
affiorano ricordi
di odori di
persone vissute,
linee di vita ab _ rase
su mani
da lustri ormai senza gesto,
celate alla luce.
Occhi chiusi,
scrigni
di vissuti inespressi,
di saperi occultati,
di tradizioni disperse.

Assassinio della Pittura

Nelle sue creazioni Mirò ha sempre rappresentato, modellato minuziosamente, l’inconscio tracciando linee armoniose che potessero trasmettere quelle vibrazioni capaci di scuotere il “sentire”, la percezione di colui che “guarda”, che “visita” una tela.
Con l’evoluzione del proprio pensiero giunse, quindi, a teorizzare, e mettere in pratica, una “violenta violenza” che sconcertasse l’occhio.
L’animo, l’occhio, l’individuo [...]

Disconnessione.

Sillabe, parole sconnesse,
dissolte in eco lontane,
evocano
sagome dell’inconscio:
venerabili canuti umani,
ombre bestiali,
totem in-naturali.
Distorte scene oniriche
svaniscono,
-sollevano maschere corrucciate-
R I V E L A N O
ego e alter ego
stremati, stracciati, feriti.