Circuiti in corto.

Cozzano,
l’un l’altra contro
mura:
di indifferenza, di egoismo.

Circuiti in corto.
Corpo a corpo,
delirio d’emozioni,
infrange
sodali tolleranti promesse.

La linea retta involve: è cerchio.
Orgogli e demagogie
presunzione
religioni, frustrazioni
schiacciano
parvenze d’umanità.

Costretta.

Mare nel mezzo cielo terra
il mio io
tra quella sottile linea.
D’incertezza il tormento
sonononsono
me_meta_physiko
osservo.
Costretta
in questa vita
- di plastica -
nel corpo dilaniato
non da sofferenza,
ma da forzata cura,
ma da ignorante indifferenza.
M’intrido delle miserie umane,
finalmente rispettata poi
- lacero il legame -
libera di vagare.

Please, come in…

Amiche.

Contro profili di giovani donne,
vento;
nuances soffuse sui volti
fendono
oleogrammi del futuro.
Sorrisi chiassosi
dissolvono in eco
- silenziose ormai -
d’allegria.
Venti ovattano suoni,
avvolgono,
scagliano parole
lontano
in tempi ignoti,
in dimensioni sconosciute.

Moti d’emozione.

Moti ondosi d’emozione
abbandonano
membra alla risacca,
scuotono
creste d’acqua schiumosa e salmastra.
Scene virate seppia
inondano
fogli – inumiditi – di grafie note
percorrono
righe appena tracciate
descrivono parole passate.

Mare Dentro

Martedì 8 settembre 2004 uscì, nelle sale italiane, un film che ho visto solo ieri sera e per pura casualità.
A casa, nulla di particolare in programma, ore 21.00: sulle televisioni italiane il solito squallore anonimo.
Scorrendo la programmazione sull’EPG del digitale terrestre, all’altezza di RAI 4 (il nuovo canale RAI), desta il mio interesse, o meglio, [...]

Pacata notte lunare.

Fosforii azzurro violacei
- petali cynerini -
rifrangono
pacata notte lunare
appena sorta.
Passi lenti
infilano
viottoli campestri                                                         [...]

Storie comuni.

Raggi riflettono specchi,
sospesi pulviscoli di luce,
l’aria muove candide lenzuola;
lunghi capelli sbattono lavatoi,
ritmano
dolore di donne;
… e la mamma cantava.
Occhi di bimba sgranati
- chiaroscuri d’emozione -
ricolmi
(panneggi d’allegria)
rincorrono
note armoniche silenziose;
… e la mamma cantava.
A oriente donne ricurve
sollevano
albe di germogli odorosi,
del lavoro quotidiano
ondeggia il vocìo di storie comuni;
… e la mamma cantava.

Donna blues

Diafane d’azzurro
- occhi neri -
muovono veli e mantelli,
fantasmi tra le dune
delle proprie vite,
scrivono sabbie.
Granelli
rincorrono arabeschi
d’ocra aranciata,
rosati.
Venti modellano sabbie,
e linee d’orizzonte,
delineano anime senza confini.

Nostalghia.

Da antiche scene
affiorano ricordi
di odori di
persone vissute,
linee di vita ab _ rase
su mani
da lustri ormai senza gesto,
celate alla luce.
Occhi chiusi,
scrigni
di vissuti inespressi,
di saperi occultati,
di tradizioni disperse.