Cani, Parchi e Persone

Ranginuidoorway_350
Da un lustro divido la mia casa con un cane, anzi, volendo essere precisi, con una cagnolona – Judy- ; è proprio lei l’alibi che mi permette, per almeno due ore al giorno, di gironzolare tra gli anfratti più impensabili del mio quartiere di periferia.
In queste tremilaseicentocinquanta ore di passeggiata ci sono stati momenti felici (quelli relativi al gioco con la mia cagnolona), ma anche tanti momenti di incazzatura (lasciatemi passare il termine!) feroce.
Devo premettere che la sottoscritta è una di quei pochi considerati, da altri possessori di cani, “imbecilli” (come quelli che pagano le tasse, insomma!) che, con pinze e sacchetto di plastica, raccoglie le defezioni del proprio cane. E sin qui nulla da dire o da fare, non desidero medaglie al merito.
Il problema per me, invece, sorge quando, passeggiando tra i vialetti dei pochi parchi esistenti in periferia, mi imbatto in persone che riescono a scatenare i miei istinti più biechi: quelli di frustarli a sangue.
Mi spiego, non cominciate a giudicarmi.
Ieri: 8 e 30 del mattino, nel parco mi imbatto in tre individui; sicuramente gente che andava al lavoro da qualche parte, non italiani, lindi e puliti, vestiti decentemente. Risolini ironici accompagnano il chinarmi a raccogliere le feci di Judy, e fin qui nulla di che, ci sono abituata.
L’irritazione totale, invece, ha invaso tutta me stessa quando, dal gruppo, uno dei tre si stacca per fermarsi al lato di un cespuglio e irrorare del suo schifoso liquido la terra alla base del cespuglio.
Non ho resistito e, dopo aver preso per bene la pettorina della mia cagnolona, per non permetterle di avventarsi contro quell’essere non qualificabile, l’ho coperto di insulti; ha osato rispondere e si è fermato solo quando ha capito che, se Judy fosse riuscita a liberarsi, per lui non ci sarebbe stato scampo.
La mia irritazione, comunque, non si è spenta facilmente.
Today: stessa ora, stesso parco, pare tutto molto tranquillo; è solo un’illusione! Dopo un quarto d’ora circa appare un signore, sembra addirittura distinto (è proprio vero: l’abito non fa il monaco!), sicuramente italiano e dai capelli grigi anche, che dopo un po’ devia dal vialetto al prato, al fianco di un altro cespuglio effettua la stessa irrorazione fetida del soggetto di ieri.
La mia reazione è stata la medesima, e anche il “signore” ha avuto la stessa reazione del mio bersaglio di invettive di ieri.
Il “signore”, data l’età, ha forse conservato le cattive abitudini degli anni ’50, quando si cercava di proteggere gli angoli bui dei palazzi dalle irrorazioni degli umani sistemando una specie di ringhiera, agli angoli dei palazzi, che non permetteva di acquattarsi.
Mi sono sfogata, insomma!
Avrei, però, una proposta da fare: creiamo la figura del “guardiano del parco”, magari non sarà una figura romanticissima come quella del “guardiano del faro”, ma fa comunque molto naif.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...