…ma va’ all’Infern8!!!!!

ananas.jpgQualche sera fa sono andata a una cena di lavoro e la scelta, delle persone che stavano con me del ristorante in cui recarsi, è andata, unanimamente, su un locale in cui non avevo mai mangiato.

Sono comunque sempre – per default – positivamente disposta verso le novità!

E’ situato al Pigneto. (Penserete: “… sto periodo è fissata col Pigneto!!!!” In questo caso però non dipendeva da me).

La strada è proprio Via del Pigneto 31/33; entrando Dario ci ha accolto e invitato a gustare, seduti agli sgabelli del tavolo posto subito sulla destra che percorre quasi tutto l’ingresso del locale, l’aperitivo.

Se, invece, avete proprio voglia di mangiare dovrete accedere a un secondo piccolo ambiente, una piccola saletta molto accogliente, con pochi tavoli (nel nostro caso siamo stati fortunati: non c’erano molte persone, era mercoledì sera e non c’erano molte prenotazioni, altrimenti avremmo dovuto dirottare su altri lidi, e sarebbe stato un peccato, detto a posteriori) e delle piccole… sculture (!?!?!) in sottile metallo – come il fil di ferro – allocate alle pareti.

(Esclamativi e interrogativi near “sculture” vi sono perchè per me sono tali, per altri potrebbero non esserlo).

Sculture il cui autore ha saputo caratterizzare con prospettive incredibili, per questo mi hanno colpito, in fin dei conti è “fil di ferro” piegato in modo da ottenere volti e corpi tridimensionali… (non so chi sia l’artista!!!)

Parliamo però delle papille gustative in sollucchero per quella sera.

Proprio così, una piacevole scoperta: cominciamo con un bianco – a me sconosciuto – per gli aperitivi-antipasti dal nome stranissimo: Erba Luce di Garuso.

Si potrebbe davvero esclamare: “Di _vino!!!!” Un gusto particolarissimo, fresco, con retrogusto eccezionale; se fossi un sommelier vi descriverei il bouquet, ma non lo sono.

Colpo di fulmine (nel vero senso della parola!) da parte mia verso quell’elisir dorato, fortunatamente c’erano anche formaggi molto particolari (di cui però non ricordo i nomi anche perché tutti di produzione non commerciale, reperiti da produttori locali, così come il prosciutto: molto buono! Gusti ormai persi!), salumi, leggere focacce con verdure ridotte in quadratini.

Cambiamo vino, un bel rosso corposo, per i primi ci dividiamo tra linguine alla genovese e carbonara di tonno (ho scelto quest’ultima e per me era davvero ottima, le linguine non ho idea! Dai commenti però sembravano buone anche quelle).

E’ calato quindi il silenzio mangereccio, tipico!

Le pause tra una portata e l’altra erano piene di parole relative al lavoro, ma con poco desiderio di approfondire, infatti sono stati presi solo degli accordi di massima.

Torniamo alle pietanze: i secondi hanno visto in scena coda alla vaccinara con cioccolato (una raffinatissima rielaborazione della cucina romana), carne in umido molto gustosa, verdure ripassate e non, contorni di patate.

Il rosso colorava i calici.

Dessert. Creme caramel, millefoglie alla crema chantilly, non ricordo altro (saranno stati i fumi dell’alcol?) perché mi son tuffata nel millefoglie ed è stato un tuffo perfetto: semplicemente da goduria!!

Mi son fermata qui! No frutta, no amaro, no caffè…

Credo, inoltre, che il costo non sia eccessivo, mi pare intorno ai 30-35 Euro… non mi pare sia molto.

Un serata e una cena molto gradevoli, di solito le cene di lavoro annoiano e basta!

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