Raid neonazista al Pigneto.

Ma è vera l’indignazione di Alemanno?

Perché sinora i topi nascosti nelle fogne non avevano il coraggio di venir fuori e invece adesso – addirittura – fanno raid?

Non è – forse – il prodotto di quello che ci si propone di fare verso gli immigrati? E’ questo che sta provocando fatti del genere?

Oppure si vuole il ritorno a qualche decennio fa?

http://bellaciao.org/it/spip.php?article19323

Da “La Repubblica.it”:

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica
ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario

Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”
Gli abitanti del quartiere in piazza contro razzismo e xenofobia

ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva al grido di “Sporchi stranieri” e “Bastardi”. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con la svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro alimentari ed è stata infranta la vetrata del portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda. “E’ stato colpito da una bastonata e non ha avuto bisogno di andare a farsi medicare in ospedale”, hanno raccontato alcuni testimoni.

La squadraccia è arrivata improvvisamente di corsa, tenendo in mano assi di legno, e si è scagliata contro l’extracomunitario. Tanta la paura nel quartiere, dove sono molti gli immigrati che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

Il primo ad essere assaltato è stato un negozio di alimentari in via Macerata, gestito da quattro anni da un immigrato indiano al quale sono state distrutte a bastonate le vetrine esterne. Successivamente, gli assalitori si sono diretti nella parallela via Ascoli Piceno, dove sono state mandate in frantumi le vetrine di una lavanderia-phone center e di un altro alimentari, entrambi gestiti da cingalesi. L’alimentari è stato il più colpito dal raid, con la distruzione di un frigo e della merce presente sugli scaffali, soprattutto bottiglie di birra e vino.

Una cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

“Non capiamo perché sia avvenuto questo attacco – hanno detto i bengalesi titolari della lavanderia di via Ascoli Piceno – Siamo da anni qui, lavoriamo, paghiamo le tasse e mandiamo i soldi a casa. Cosa abbiamo fatto?”.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Dopo l’aggressione gli abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare il loro rifiuto di ogni forma di razzismo e xenofobia.

Il quartiere, a metà anni ’90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato a essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

Durissima la reazione delle autorità, a cominciare dal sindaco Gianni Alemanno: “Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione Piero Marazzo: “Roma è una città aperta e
multiculturale che non ha nessuna intenzione di lasciare spazio a drammatici episodi di razzismo e intolleranza e di rivivere anni bui e dolorosi di un passato che vogliamo definitivamente vedere alle nostre spalle”. E il presidente della Provincia Nicola Zingaretti sottolinea che quello del Pigneto è “un altro episodio di violenza e xenofobia che non è davvero più possibile tollerare” e che “tutte le istituzioni dovrebbero condannare duramente e con fermezza” perché “Roma ha bisogno di tornare a respirare un’aria di pace, libertà e di vero rispetto nei confronti del prossimo”.

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4 thoughts on “Raid neonazista al Pigneto.

  1. ciao,

    visto che a suo tempo pubblicasti l’info sull’evento, ti comunico che il mio romanzo “Il Pigneto liberato” è stato da poco pubblicato per 0111 Edizioni. La cosa assurda è che la trama, a suo modo grottesca, è stata in certi punti copiata dalla realtà! Difatti ci sono alcune analogie, inquietanti per il sottoscritto, tra i fatti avvenuti ieri al Pigneto e quelli da me immaginati ben 2 anni fa, quando stavo affrontando la stesura del mio lavoro… A questo punto spero davvero di non dover temere ritorsioni…
    A chiunque interessasse, anticipo fin da ora che la prima presentazione del libro si terrà il giorno 4 giugno alle ore 19.30 in via Pomponio Mela 1 (Pigneto, zona villini) all’interno della rassegna “Parole Parole Parole” organizzata dal cineclub Alphaville: http://www.cineclubalphaville.com

    ciao
    s

  2. Tutto quanto riportato in prima istanza dal quotidiano La Repubblica on line si è rivelato poi senza fondamento per le dichiarazioni di persone poco obiettive. Un fatto è certo però: la gente del Pigneto è stufa di alcune situazioni dovute alla convivenza con alcuni immigrati che non hanno una vita limpida e vivono di traffici strani. E’ questo che mi hanno detto alcune persone del Pigneto ieri sera… C’è un però… a Roma si respira un’aria “strana”, le aggressioni comunque ci sono sia all’università che in altre zone…

  3. E’ un problema complesso; far giustizia da sé non è mai un bene. Son si deve però tacciare di fascismo chi non lo è, piuttosto non si capisce perché lo stato – in un particolare tipo di situazioni – LATITA!!!!

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