Buon Anno

Nel vuoto totale di esseri umani e macchine nelle strade di Roma, alle 08.30 del primo gennaio 2009: AUGURI!

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2 thoughts on “Buon Anno

  1. Sono molto d’accordo con quanto Lei scrive in questo suo post. L’ultimo mio viaggio a Cuba risale al gennaio 1989, quindi in anni ancora non sospetti di “turismo sessuale”. Da allora non ho più avuto per varie ragioni l’oppurtinità di tornare nell’amata “Isla Gande”, ma sono rimasto in contatto con amici cubani. Una visita ricevuta di una di loro proprio l’estate scorsa mi ha confermato l’idea che mi ero fatto sulla Cuba di oggi: esistono indubbiamente i delusi, soprattutto, mi pare, trentenni-quaratenni, del processo rivoluzionario cubano che lamentano difficoltà economiche (tessera, doppia valuta per cubani e per turisti e difficoltà ad accedere alle tiendas riservate a quest’ultimi, ecc.), certi innegabili aspetti burocratici ed illiberali dello Stato, del PCC e degli organismi ad esso collegati, la difficoltà di poter espatriare seppur per breve tempo, ecc. Tuttavia anche i delusi riconoscono e difendono le conquiste fondamentali della rivoluzione: “pane” per tutti, istruzione, sanità, ecc., e soprattutto hanno una grande stima di Fidel (anche se ora si è ritirato dalla politica attiva) e con convinzione avversano la politica pervicacemente aggressiva degli USA nei loro confronti.
    Carlo O. Gori

    • Gentilissimo Carlo, vorrei ringraziarla della stima che mi riserva: immeritata direi. Come ho specificato nel rigo e mezzo iniziale, l’articolo è apparso sul Manifesto ed è stato scritto da Gianni Minà.
      Al di là di ciò, voglio comunque precisare che condivido quanto scritto da Minà, altrimenti l’articolo non sarebbe nel mio blog.
      E’ vero quanto lei dice sulle difficoltà che lamentano alcuni cubani, è pur vero però che in un paese “libero”, come l’Italia a esempio, problemi con sanità, istruzione, etc etc ce ne sono a iosa, e gravi anche!
      Mi piace che si riconoscano e si difendano, anche da parte di chi qualche lamentela ha da fare, le conquiste sociali fondamentali della rivoluzione.
      E’ bello e vero, a mio parere, quello che Gianni Minà afferma alla fine del suo pezzo: “Io penso invece che abbia ragione Alfonso Sastre, il prestigioso drammaturgo spagnolo […] quando afferma che Cuba ha resistito, pur con tutte le sue contraddizioni, per aver saputo creare fra la gente una coscienza collettiva e solidaristica.”
      A lei un grazie per l’attenzione e il suo commento.

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