Contro il randagismo? Che strana logica!

Sinceramente sconcertati! Quando RedPrimrose ci ha “prelevato” dalla strada ha compiuto un atto di generosità, we suppose!

La storia della tassa su cani e gatti davvero ci lascia perplessi; è vero, la crisi è dura da risolvere, ma giungere a tassare noi ci appare davvero inconcepibile!!!!!

E se tutti i proprietari di cani e gatti rimettessero i loro pets in strada? Ne approfittano perchè sanno che persone come RedPrimrose – nonostante il danaro che spende per farci vivere al meglio – non ci “butterebbe fuori” di casa…

Judy e Gipsy

Da LaRepubblica.it

Non è ancora approdata in aula, ma la tassa comunale su cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo 1 ha già suscitato le reazioni indignate dei gruppi animalisti. Tanto che anche il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo – dopo aver espresso il suo appoggio alla proposta di legge, attualmente in commissione Affari sociali alla Camera – ha corretto la rotta con un messaggio su Twitter: “Era una battuta”.

“Siamo profondamente contrari”, afferma Ilaria Innocenti, responsabile del settore cane e gatti della Lega anti vivisezione (Lav). “E’ necessario – continua – fare una differenza tra chi aiuta già le politiche antirandagismo e chi no”. La nuova tassa dovrebbe essere pagata da tutti i proprietari, a esclusione di chi ha scelto di adottare da un canile comunale. “E chi invece ha optato per la sterilizzazione? E perchè non dovrebbero contribuire gli allevamenti finalizzati alla vendita degli animali?”, domanda.

Per la responsabile Lav non è poi questo il modo giusto per combattere un fenomeno di cui non si conoscono le dimensioni effettive. “Non serve una tassa, ma delle politiche per la sterilizzazione e l’adozione. I Comuni spendono mille euro per ogni animale ospitato in un canile. Se l’adozione fosse incentivata, risparmierebbero molti più soldi di quelli che potrebbero raccogliere con questa tassa”.

Ma organizzare i fondi a sostegno di questo tipo di iniziative è molto difficile, anche per la mancanza di dati certi. Gli ultimi numeri ufficiali risalgono al 2008: 200mila esemplari nei canili e oltre 400mila randagi di strada. La Lav ha chiesto alle Regioni una stima, ma solo otto hanno risposto all’appello. “Dati ufficiosi – dice Innocenti – parlano di 700mila randagi. L’abbandono dei cani sembra aver subito una leggera flessione verso il basso, mentre preoccupa la crescita esponenziale dell’abbandono dei gatti, anche cuccioli. C’è poi una differenza marcata tra Nord e Sud. Nel settentrione e al centro si può parlare di un fenomeno quasi sotto controllo, ma nel Mezzogiorno il fenomeno è dilagante”.

Anche Nino Morabito, responsabile fauna Legambiente, boccia l’idea della tassazione. “Si tratta di un incentivo all’abbandono. I soliti incivili che si liberano dei fidati amici durante il periodo estivo – afferma – adesso potranno anche contare su una parziale giustificazione”. Inoltre si tratterebbe di un costo ulteriore che andrebbe a discapito dei meno abbienti. “Chi prende un cane randagio – aggiunge Morabito – ha sicuramente meno possibilità economiche di chi compra un cane con pedigree. Allevare un animale è già una spesa, figuriamoci dover aggiungere anche la tassa”.

Molto più dura la risposta del presidente dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), Carla Rocchi. “Questa tassa non esiste. E’ un pensiero primaverile dell’onorevole Vannucci che ha pensato di avere un’idea geniale quando invece non lo è. Anzi, è un’idiozia”. Per Angelo Bonelli dei Verdi si tratta di “una tassa sugli affetti: a quando una tassa sugli amici? Inoltre si tratta poi di una spesa doppia perchè già si paga una tassa attraverso il microchip”.

Il Codacons parla di un’idea malsana e gravemente pericolosa. Il presidente Carlo Rienzi afferma: “Tassare i proprietari di cani e gatti porterà solo effetti negativi, alcuni addirittura pericolosi. Gli anziani che hanno un animale domestico in casa e che già percepiscono una pensione da fame, dovranno aggiungere una nuova spesa impoverendosi sempre di più e diminuiranno le adozioni spontanee”.

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Te devo da di’…

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– Aho’, vie’ qua!
– Che voi?

– Vie’ qua che te devo da di’ ‘na cosa

– Che cosa?

– Cio sai che t’envidieno er cane?

– Er cane? Ma che staje a di’!!!

– Te dico che t’envidieno er cane!

– Ma vattene va’

– Davero! Ieri sera ‘na signora m’ha detto, quanno sei passata: “Aho, tutti co sto cane. Laika de qua, Laika de la. Tutti i cani maschi appresso a lei. Pare na stare, ma che c’avra’ mai!!!

– Ma pecche’ vai dicenno stronzate?

– Guarda ch’e’ vero, qua co i cani e’ come se fossero i fiji; er mio e’ cosi, er tuo e’ cola’, er mio monta alla grande, nun se ne fa scappa’ una, er tuo me pare cattivo, ma pecche’ fa cosi’…

– Bha’, nun ce posso crede!

– Credice, credice è proprio così. Manco se l’avessero partorito loro er cane…

– La mia l’ho trovata pe’ strada, sembrava quasi morta, e’ ‘na bastardona d.o.c.

– Se se, ridi ridi; er cane tuo lo chiamano “principessa” pe’ pijatte pe’… culo

– E chi se ne frega a France’, vor di’ che devono da mori’ d’envidia.