Ferrara

Davvero e’ stupefacente come – specialmente negli spazi virtuali – gli altri possano abusare dei “tuoi luoghi”, mentre non ti permettono neanche di leggere i “loro luoghi”.

Noto, inoltre, che non sanno nemmeno proteggere bene le proprie case virtuali se hanno bisogno di tre, quattro, cinque giorni per capire chi si connette ai propri spazi 😉

Così, semplicemente una riflessione che non cambiera’ il mio modo di essere…

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Fuoco E Fiamme Nella Citta’ Di Nerone.

 
Si sa, gran parte della nostra vita e degli eventi che la caratterizzano sono caratterizzari da imprevedibilita’.

A volte, pero’, appare evidente che l’imprevedibilita’ ha pochissima parte negli accadimenti cui assistiamo.

Questi due preamboli per chiedere: l’incendio alla stazione Tiburtina di Roma era così imprevedibile o, piuttosto, c’è della negligenza?

Possibile che l’ala (sala comandi) più importante di una stazione, posta quasi al centro di una grande citta’ come Roma – sia stata così poco controllata?

Possibile che sia così poco sicura? Allarmi antincendio non sono previsti in un cantiere di quella specie? E se presenti hanno funzionato?

E perche’ i vigili del fuoco hanno avuto tanta difficolta’ nel raggiungere le zone dove si era sviluppato il fuoco? Sono previsti varchi per permettere a qualsiasi tipo di soccorso di intervenire?

Poco importa a questo punto quale sia la vera causa dell’incendio, e’ più preoccupante la mancanza di prevenzione degli eventi negativi che potrebbero accadere.

Se l’incendio di domenica fosse accaduto in un normale giorno di lavoro a cosa avremmo assistito?

Domenica, inoltre, non c’e’ stata alcuna scossa sismica, nessun avento naturale a cui dare colpe. E dire che parlano di centrali nucleari!

Sono D’Accordo Con Assante…

http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf

per quanto riguarda  la morte di questa giovane talentuosa: fa ancora piu’ rabbia se si pensa al suo talento (riconosciuto e piu’ volte premiato) e ora disperso.

Fa rabbia la sua fine così prematura, dovuta a problematiche che – sicuramente – si sarebbero potute risolvere, anche soltanto con lo scorrere del tempo.

L’accoppiata genio e sregolatezza – specialmente in alcuni casi – fa rabbia.

Schroridinger’s Cat

http://www.phobe.com/s_cat/s_cat.html

(A proposito, il gatto della foto e’ il mio: Gipsy! Oh a minute, the cat in the pic is my Gipsy! )

“One can even set up quite ridiculous cases. A cat is penned up in a steel chamber, along with the following diabolical device (which must be secured against direct interference by the cat): in a Geiger counter there is a tiny bit of radioactive substance, so small that perhaps in the course of one hour one of the atoms decays, but also, with equal probability, perhaps none; if it happens, the counter tube discharges and through a relay releases a hammer which shatters a small flask of hydrocyanic acid.

If one has left this entire system to itself for an hour, one would say that the cat still lives if meanwhile no atom has decayed. The first atomic decay would have poisoned it. The Psi function for the entire system would express this by having in it the living and the dead cat (pardon the expression) mixed or smeared out in equal parts.”

It is typical of these cases that an indeterminacy originally restricted to the atomic domain becomes transformed into macroscopic indeterminacy, which can then be resolved by direct observation. That prevents us from so naively accepting as valid a “blurred model” for representing reality. In itself it would not embody anything unclear or contradictory. There is a difference between a shaky or out-of-focus photograph and a snapshot of clouds and fog banks.”

For the sake of adding a little interest to this old saw of a scenario, the cat in mention has been placed inside an old bowling ball bag of mine. (Science is not always a literal art.) I have a Geiger counter here, but in lieu of an actual radioactive substance I was forced to use some very old Kraft macaroni and cheese. (It was that or my Timex Indiglo.)

Now, according to Schrodinger’s theory as I understand it (and that’s saying very little), the above cat’s state is as of this very moment exactly alive and dead(though technically, 100% dead and 100% alive at the same time — hence the paradox) …until someone opens this here bag, that is.

Let The Cat Out Of The Bag

The “rather silly” part of “A Rather Silly Experiment In Quantum Physics”? You’re soaking in it. Now here’s the “interactive” bit. By pressing the button you “simulate” all that probability half life decay-jibberish by enacting a simple script. This will accordingly choose LIFE or DEATH for our wee quantum furball.

Go ahead — hit the button below to discover the potential fate of Schrodinger’s kitty…

Please, no wagering. Don’t expect too much, kids…this is science, it sure as hell ain’t “Whack-A-Mole”.

Abbattono Alberi: In Grado Soltanto Di Distruggere

Abbattuto!!
Abbattuto lo 06.07.2011

Roma 07.luglio.2011, semiperiferia, Via Pescosolido: pessima sorpresa questa mattina!
Tutti gli alberi vicini alla recinzione della metropolitana sono stati abbattuti!
Solo alcuni hanno subito la sola recisione dei rami che sporgevano sui treni della metro al loro passaggio.

Certo, certo, i rami, le radici, i muretti che si sollevano, tanti problemi… meglio abbattere!!!

Ma avremmo potuto trovare una soluzione diversa, che so: spostarli per esempio! Naaaaaaaaaa troppo costoso imbecille!!

CHE SCEMPIO!!!!!

Abbattuti2

Erano in un prato, facevano ombra finalmente, proteggevano dal rumore della metro e li hanno abbattuti.

Proteggevano dagli insetti, proteggevano dalla visione di una periferia fatiscente; erano l’unico abbellimento. Nati in un prato che da anni richiede attenzione negata.

Sono anni che qui, in questo quartiere, si e’ chiesto – a chi gestisce la metropolitana ed ai preposti – di apporre pannelli di insonorizzazione al rumore della metro; in venti anni gli alberi sono finalmente cresciuti e finalmente opponevano una certa barriera al rumore: li hanno abbattuti!!!

Alberi bellissimi dalla chioma splendida su un prato che ha sempre avuto l’unica colpa di correre parallelo alla metropolitana: sono solo queste le soluzioni che riusciamo a trovare?

L’Amministrazione cosa fa nel frattempo?

Scempio a Via Pescosolido.

Uno Scempio!!!

Davvero Geniale Ed EFFICACE.

Grazie al fotografo Benvenuto: ha avuto davvero un’idea geniale e molto comunicativa. Ecco una delle sue foto, su Repubblica.it potete vedere le altre di questo corteo dell’assurdo.

Morti Bianche e Disoccupati - G.A. Benvenuto

Si Scrive Acqua, Ma Si Legge Democrazia.


REFERENDUM PER L’ACQUA PUBBLICA

SULL’ACQUA DECIDIAMO NOI!

da Granello Di Sabbia: http://www.italia.attac.org

1) L’acqua è solo il primo passo.
Bisogna rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali

2) Perché un referendum?

3) Relazione introduttiva ai quesiti referendari
Invertire la rotta
Per un governo pubblico dell’acqua

4) Quesito referendario n. 1
Fermare la privatizzazione dell’acqua (Abrogazione dell’art.23 bis L. 133/08)

5) Quesito referendario n. 2
Aprire la strada della ripubblicizzazione (Abrogazione dell’art. 150 del D.lgs 152/06)

6) Quesito referendario n. 3
Eliminare i profitti dal bene comune acqua (Abrogazione dell’art. 154 del D.lgs 152/06)

7) La raccolta delle firme sarà un grande momento di azione politica collettiva
Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica

8) Conferenza mondiale dei popoli sul clima di Cochabamba, per fermare la febbre di Pacha Mama
di Umberto Mazzantini

9) Dichiarazione finale del movimento per l’acqua da Cochabamba
Bisogna rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali
TRE REFERENDUM PER L’ACQUA, TRE REFERENDUM PER LA DEMOCRAZIA

In tutte le piazze del Paese è partita dal 24 aprile una grande raccolta di firme per tre referendum sull’acqua.
E’ promossa dalla più grande coalizione sociale che negli ultimi anni si sia formata nel paese.

Accanto al Forum italiano dei movimenti per l’acqua – una rete di decine di associazioni nazionali e centinaia di comitati territoriali- si sono aggregati associazioni religiose, le reti associative e di movimento, il mondo ecologista e quello sindacale, le associazioni dei consumatori e il coordinamento degli enti locali. Ma, soprattutto, centinaia di comitati di cittadine e cittadini che da anni contrastano nei propri territori le politiche di privatizzazione dell’acqua.

Tre quesiti referendari per dire a chiare lettere : “Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!”. E per rivendicare il diritto di tutte e tutti a decidere su un bene essenziale come l’acqua.

Attac Italia, da sempre fra i promotori dell’esperienza del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, considera la campagna referendaria una battaglia fondamentale per la ripubblicizzazione di questo bene comune e per la riappropriazione dal basso della democrazia.

La crisi economica, la crisi ambientale, la crisi di democrazia sono la conseguenza di un mondo in vendita dove si produce non per i bisogni della popolazione, ma per vendere e consumare.

Dove i lavoratori sono una merce da usare fin quando utili per aumentare i profitti ed una zavorra da buttare appena questi iniziano a diminuire. Dove i servizi sociali (casa, istruzione, sanità, servizi pubblici…) sono stati progressivamente regalati ai privati, che oggi ce li rivendono a caro prezzo facendoli pagare a costi sempre più alti.

Dove l’ambiente, il territorio, le risorse naturali non sono più patrimonio dell’umanità, ma merci da esaurire, senza pensare alle conseguenze sull’ecosistema.

Dove i poteri economici dettano le politiche degli Stati.
L’unica strada per uscire dalla crisi è la rimessa in discussione di questo modello di sviluppo, a partire dalla riaffermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dalla riappropriazione sociale della sua gestione.

L’acqua deve essere solo il primo passo. Vogliamo estenderla ad ogni sfera che attiene ai diritti, ai beni comuni naturali e sociali, non per affidarla ad un pubblico burocratizzato e tecnicista, bensì alla gestione partecipata dai cittadini e dai lavoratori
Chiediamo a tutte e tutti di mettere la propria firma per i referendum sull’acqua. Per mandare a casa i privati, il capitale finanziario e le multinazionali.

Per rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Riappropriamoci di ciò che è nostro!