Ma da-v-eeee-roo?!?!?!??!?!? (tipica inflessione romana!)

passion.gifIl 60% delle donne che ricorrono alla 194 sono cattoliche in un sondaggio realizzato ad Ascoli Piceno.

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=203&ID_sezione=274&sezione;

Siamo nel 2008 o nel 1978?

La storia non si ripete e se si ripete o è farsa o è tragedia

Bologna, 2 Marzo 2008

Apprendiamo da Pina Nuzzo (delegata nazionale UDI) e pubblichiamo:

Sabato pomeriggio a Bologna tre ragazze che stavano volantinando in zona universitaria per il presidio di Martedì 4 marzo sotto il tribunale di Bologna (processo all’aggressore di Mara), sono state fermate da agenti della DIGOS in borghese e, in seguito, caricate in macchina con modi brutali e condotte in questura dove, alla stregua di delinquenti comuni, gli agenti le hanno fotografate e hanno preso le loro impronte digitali.

Durante il fermo un agente ha sequestrato il cellulare di una delle tre ragazze che contattava un’avvocata dell’UDI. Le ragazze sono state trattenute in questura per quattro ore senza motivo.
Era presente anche una poliziotta che è stata allontanata dai colleghi perché non era d’accordo con i loro modi. Esprimiamo la più ferma condanna per l’atteggiamento fortemente intimidatorio degli ‘uomini’ (esseri umani di sesso maschile) delle forze dell’ordine in questa circostanza nei confronti di donne che svolgono legittima attività politica. Tutta la nostra solidarietà alle tre compagne di Bologna e invitiamo tutte le donne ad unirsi e attivarsi affinché questo grave episodio non passi inosservato dai mezzi di comunicazione e dall’opinione pubblica.

A presto

controviolenzadonne.org

Elefantino klinefelterato…

Questa è l’ultima volta che parlo di Ferrara, non voglio fargli campagna elettorale.
L’elefantino ironizza pure sugli aborti per sindrome Klinefelter:

“Mi sottoporrò alle analisi del sangue perchè penso di avere la sindrome di Klinefelter”: lo ha detto il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara, intervistato da Maurizio Belpietro su mattina 5, facendo riferimento alla donna che ha abortito nei giorni scorsi al Policlinico di Napoli alla quale era stato diagnosticata una malformazione del feto legata alla sindrome di Klinefelter. Questa sindrome, dice Ferrara, è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l’altro un’alterazione degli organi sessuali; “e siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle – ha aggiunto – farò le analisi”.

Tutto sommato potrebbe aver ragione: non solo ha grandi mammelle, per quello che posso valutare con i miei occhi, ma la sindrome in questione comporta ritardi nel linguaggio, e anche mentali: alcuni casi presentano tale problema, poca intelligenza!

La sindrome di Klinefelter
è una condizione caratterizzata dalla presenza di un cromosoma sessuale X in più nei soggetti di sesso maschile (47,XXY). Questa condizione prende il nome dal medico statunitense Harry Klinefelter, del Massachusetts General Hospital di Boston, che nel 1942 pubblicò i risultati delle sue ricerche su nove uomini che manifestavano testicoli ipotrofici, aumento del volume delle mammelle e diminuzione/mancanza di peli sulla superficie corporea. L’assetto cromosomico dei soggetti aventi tali caratteristiche fisiche fu identificato negli anni Cinquanta; negli anni Settanta, l’istituto statunitense National Institute of Child Health and Human Development avviò uno screening su larga scala per determinare il tipo di cromosomi sessuali presenti in 40.000 neonati, e la frequenza della condizione XXY. Attualmente, sembra che l’incidenza di XXY sia relativamente alta (circa uno su 1000 neonati maschi); in realtà, solo una bassa percentuale di questi individui sviluppano una vera e propria sindrome, cioè un insieme di disturbi correlati al loro particolare assetto cromosomico. Per questo motivo, molti autori hanno preferito abbandonare la vecchia denominazione di sindrome di Klinefelter, e indicano i soggetti in questione semplicemente come “maschi-XXY”.

CAUSE

Le cause che portano allo sviluppo di un maschio-XXY non sono ancora del tutto conosciute. Sembra che vi possa essere una relazione con l’età in cui la madre affronta la gravidanza, ma non vi sono dati che indichino con precisione la correlazione tra età della madre e incidenza di XXY. Qualunque sia la causa, il meccanismo che conduce alla formazione di un embrione XXY è un’errore al momento della meiosi e della formazione dei gameti nei genitori; tale errore è costituito dalla mancata separazione dei cromosomi omologhi, da cui possono derivare cellule uovo con un corredo cromosomico normalmente aploide ma con due cromosomi sessuali (XX), oppure spermatozoi con corredo cromosomico aploide ma due cromosomi sessuali (X e Y). Al momento della fecondazione, la fusione di uno spermatozoo XY con un uovo normale X, oppure di uno spermatozoo normale Y con un uovo XX produce l’individuo XXY.

SINTOMI

I maschi-XXY sono spesso più alti dei loro genitori; tendono all’obesità; sono privi o carenti di barba e di peli; possono presentare mammelle più o meno sviluppate (fenomeno detto ginecomastia), e sviluppare una corporatura con proporzioni di tipo femminile (ad esempio, con fianchi più arrotondati e spalle più strette dei maschi XY). Molti di essi, inoltre, sono colpiti da difficoltà nello sviluppo del linguaggio; iniziano a parlare più tardi rispetto agli altri bambini e in seguito possono incontrare problemi nella lettura e nella scrittura. Raggiunta la pubertà, i maschi XXY sviluppano un pene di dimensioni normali; i testicoli rimangono però di dimensioni ridotte (ipogonadismo). Inoltre, questi individui sono sterili.

La condizione XXY può essere diagnosticata attraverso test di diagnosi prenatale, quali l’amniocentesi e l’ esame dei villi coriali. Può altrimenti passare inosservata fino all’età scolare, in cui i bambini XXY possono manifestare difficoltà di linguaggio e di scrittura, presentano un comportamento piuttosto timido e statura elevata; tali caratteri, comunque, non sono sufficienti a una diagnosi. Nell’adolescenza, può comparire l’ingrossamento mammario, ma solo nel 10% dei casi è tale da creare imbarazzo al ragazzo e da fare pensare alla condizione di Klinefelter. La maggior parte dei pazienti Klinefelter vengono diagnosticati in età fertile, quando, dopo aver tentato il concepimento ed essersi rivolti ad un centro di Andrologia, ricevono una diagnosi di infertilità causata da azoospermia. In seguito a tale riscontro e all’effettuazione del cariotipo da sangue periferico, vengono classificati come maschio-XXY.

http://www.klinefelterclub.it/la_sindrome_di_klinefelter.html

Appuntamenti.

Manifestazioni in risposta a quanto avvenuto il 12 febbraio scorso nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli.
Comunicati delle associazioni femminili, femministe e lesbiche a riguardo.

Bologna – 14 febbraio – ore 17.00 – al Sant’Orsola – presidio


Brescia – 14 febbraio ore 18.30 – davanti agli Spedali Civili – presidio

Milano – 14 febbraio ore 18.00 – presidio in Via della Commenda,12 – clinica Mangiagalli

Napoli – 14 febbraio ore 17.00 – Piazza Vanvitelli

Palermo – 14 febbraio ore 17.00 – Istituto Gramsci – Cantieri Culturali della Zisa – riunione Coordinamento Donne 194

Roma – 14 febbraio ore 17.00 – davanti al Ministero della Sanità – Lungotevere Ripa, 1 – sit in

Torino – 14 febbraio ore 17.30 – Palazzo Nuovo – auletta ‘Unilotta’ Primo piano – riunione Coordinamento Donne torinesi/piemontesi

Venezia – 14 febbraio ore 15.30 – presidio davanti all’ex ospedale G. B. Giustinian, Dorsoduro 1454 (Fondamenta Ognissanti) sede attuale del consultorio.

 

E ancora… Reato di “feticidio”.

Da controviolenzadonne.org

 Comunicato stampa
Roma, 12 febbraio 2008

Nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri 11
Febbraio alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione,
senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di ‘feticidio’.
Si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente
effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che
ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto.
I medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno
tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del
materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della
paziente. Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna
esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata
chiamata a farlo davanti ad un giudice.

Denunciamo il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e
nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della
legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso.

La libertà femminile ha reso inevitabile l’agonia del patriarcato che,
ottenebrato, mostra la sua faccia feroce contrapponendosi alle donne con
l’intimidazione.

Tutte le donne, l’UDI- Unione Donne in Italia
l’Assemblea permanente delle donne di Napoli
si danno appuntamento

GIOVEDI’ 14 FEBBRAIO 2008
Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17

La nostra mobilitazione partirà da Napoli e diventerà vigilanza e
presidio permanente in ogni piazza d’Italia. Autodenunciamoci tutte per
aver deciso nella nostra vita.

udinazionale@gmail.com <mailto:udinazionale@gmail.com>

Ecco, ci siamo!

Siamo tornati indietro di trent’anni… per ora! Dopo la notizia dell’eventuale richiesta di moratoria alle Nazioni Unite da parte di alcuni nostri “geni” – (ha diversi significati questa parolina), di strana natura ma italiani, fatta stamane – ecco un’altra notizia:

Da Repubblica.it

Aborto, blitz della polizia nella clinica ostetrica
“Nessuna violazione della 194”

Una donna abortisce un feto malformato nato morto e dopo venti minuti arrivano gli agenti in corsia. Pazienti e personale interrogati, sequestrata la cartella clinica. L’Unione delle donne denuncia il clima da caccia alle streghe e annuncia una manifestazione di piazza

Blitz della polizia al Nuovo Policlinico. Sette uomini in divisa si sono presentati ieri pomeriggio nella Clinica Ostetrica per indagare su un´interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato. Il sospetto delle forze dell´ordine, dicono i medici, sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato.

A svelare che si trattava di un equivoco è stato Francesco Leone, responsabile del Servizio Ivg arrivato in clinica proprio durante il blitz. «Abbiamo praticato l´interruzione di gravidanza terapeutica nel secondo trimestre», ha spiegato lo specialista, «quindi nei termini di legge. D´altronde il feto era affetto da una grave malattia congenita». «L´espulsione del feto», ha raccontato Leone, «è avvenuta alle 18 e gli agenti sono arrivati dopo 20 minuti». E in reparto è successo il finimondo.

Tre uomini hanno raggiunto la corsia dove era ricoverata la donna. L’hanno interrogata chiedendole i particolari della gravidanza, poi sono passati alla degente che le stava vicino, e anche lei è stata interrogata. Intanto altri due agenti hanno chiesto notizie a un´infermiera del reparto e altri quattro hanno voluto sapere dagli specialisti i particolari tecnici. «Mi è sembrato – ha detto Leone – un atto spropositato, neanche fosse stato un blitz anticamorra».

Gli agenti hanno acquisito la cartella clinica su autorizzazione del pm. E oggi è arrivata la dura condanna dell’Udi, l’Unione delle donne in Italia. La storica associazione ha preso posizione su quanto avvenuto al Policlinico dell’Università Federico II. “Si trattava – hanno dichiarato le portavoci – di un aborto terapeutico alla quarta settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto”. Stando alla lettura che danno dell’episodio, i medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti, sempre secondo quanto riferisce l’Udi, hanno poi intimidito la vicina di letto della donna, esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.

L’Udi denuncia “il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso” e dà appuntamento a tutte le donne napoletane per giovedì prossimo, in piazza Vanvitelli, alle ore 17. “La nostra mobilitazione – affermano – partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d’Italia. Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita”.

E sul Corriere…

http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_13/aborto_pm_napoli_40849132-da23-11dc-be67-0003ba99c667.shtml

Aborto… i ginecologi!

Conosco la notizia da ieri sera; con l’andare delle ore la sensazione di R A B B I A aumenta…
Per me è l’ennesimo O R R O R E, soprattutto in questo punto:
Nel documento, il caso degli aborti dopo la 22esima settimana non viene esplicitamente citato, ma la presa di posizione ricalca le preoccupazioni già espresse dai vescovi italiani, riguardo ai casi di interruzione volontaria di gravidanza dopo il quarto mese, quando cioè le moderne tecniche di rianimazione consentirebbero di mantenere in vita il feto.

Considerate E T I C A e M O R A L E una cosa del genere?

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/documento-neonati/documento-neonati/documento-neonati.html

http://www.gennarocarotenuto.it/1809-aborto-ma-dove-sono-le-donne-erode-che-descrivono-i-cattolici

http://www.gennarocarotenuto.it/1819-il-complotto-della-grande-sorella