Mare Dentro

Martedì 8 settembre 2004 uscì, nelle sale italiane, un film che ho visto solo ieri sera e per pura casualità.

A casa, nulla di particolare in programma, ore 21.00: sulle televisioni italiane il solito squallore anonimo.

Scorrendo la programmazione sull’EPG del digitale terrestre, all’altezza di RAI 4 (il nuovo canale RAI), desta il mio interesse, o meglio, la mia curiosità un titolo: “Mare dentro” (evocativo al massimo!!!).

La teoria che asserisce di poter intuire già dalle parole di un titolo, a parere di molti, l’intensità e la bellezza di un’opera, credo sia vera.

“Mare dentro” è uno dei film di un giovane regista cileno: Alejandro Amenábar (lo stesso di “The Others”).

Il film tratta due temi oltremodo complessi: il rapporto dell’uomo con la morte e l’eutanasia. Il protagonista, Ramon (Javier Bardem), tetraplegico da ventisei anni a causa di un tuffo dalla scogliera, lucidissimo nelle sue analisi e ricchissimo di sentimenti ed emozioni, è colui che vuole andare incontro alla morte.

Amenábar illustra l’argomento con grande intensità, ma senza moralismi, senza morbosità; riesce così a raggiungere l’animo e il labirinto di pensieri di chi ha la fortuna di vedere questa pellicola.
Da vedere, da rivedere, da rivisitare, da ascoltare, da riascoltare, da…

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