Si Scrive Acqua, Ma Si Legge Democrazia.


REFERENDUM PER L’ACQUA PUBBLICA

SULL’ACQUA DECIDIAMO NOI!

da Granello Di Sabbia: http://www.italia.attac.org

1) L’acqua è solo il primo passo.
Bisogna rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali

2) Perché un referendum?

3) Relazione introduttiva ai quesiti referendari
Invertire la rotta
Per un governo pubblico dell’acqua

4) Quesito referendario n. 1
Fermare la privatizzazione dell’acqua (Abrogazione dell’art.23 bis L. 133/08)

5) Quesito referendario n. 2
Aprire la strada della ripubblicizzazione (Abrogazione dell’art. 150 del D.lgs 152/06)

6) Quesito referendario n. 3
Eliminare i profitti dal bene comune acqua (Abrogazione dell’art. 154 del D.lgs 152/06)

7) La raccolta delle firme sarà un grande momento di azione politica collettiva
Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica

8) Conferenza mondiale dei popoli sul clima di Cochabamba, per fermare la febbre di Pacha Mama
di Umberto Mazzantini

9) Dichiarazione finale del movimento per l’acqua da Cochabamba
Bisogna rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali
TRE REFERENDUM PER L’ACQUA, TRE REFERENDUM PER LA DEMOCRAZIA

In tutte le piazze del Paese è partita dal 24 aprile una grande raccolta di firme per tre referendum sull’acqua.
E’ promossa dalla più grande coalizione sociale che negli ultimi anni si sia formata nel paese.

Accanto al Forum italiano dei movimenti per l’acqua – una rete di decine di associazioni nazionali e centinaia di comitati territoriali- si sono aggregati associazioni religiose, le reti associative e di movimento, il mondo ecologista e quello sindacale, le associazioni dei consumatori e il coordinamento degli enti locali. Ma, soprattutto, centinaia di comitati di cittadine e cittadini che da anni contrastano nei propri territori le politiche di privatizzazione dell’acqua.

Tre quesiti referendari per dire a chiare lettere : “Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua!”. E per rivendicare il diritto di tutte e tutti a decidere su un bene essenziale come l’acqua.

Attac Italia, da sempre fra i promotori dell’esperienza del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, considera la campagna referendaria una battaglia fondamentale per la ripubblicizzazione di questo bene comune e per la riappropriazione dal basso della democrazia.

La crisi economica, la crisi ambientale, la crisi di democrazia sono la conseguenza di un mondo in vendita dove si produce non per i bisogni della popolazione, ma per vendere e consumare.

Dove i lavoratori sono una merce da usare fin quando utili per aumentare i profitti ed una zavorra da buttare appena questi iniziano a diminuire. Dove i servizi sociali (casa, istruzione, sanità, servizi pubblici…) sono stati progressivamente regalati ai privati, che oggi ce li rivendono a caro prezzo facendoli pagare a costi sempre più alti.

Dove l’ambiente, il territorio, le risorse naturali non sono più patrimonio dell’umanità, ma merci da esaurire, senza pensare alle conseguenze sull’ecosistema.

Dove i poteri economici dettano le politiche degli Stati.
L’unica strada per uscire dalla crisi è la rimessa in discussione di questo modello di sviluppo, a partire dalla riaffermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dalla riappropriazione sociale della sua gestione.

L’acqua deve essere solo il primo passo. Vogliamo estenderla ad ogni sfera che attiene ai diritti, ai beni comuni naturali e sociali, non per affidarla ad un pubblico burocratizzato e tecnicista, bensì alla gestione partecipata dai cittadini e dai lavoratori
Chiediamo a tutte e tutti di mettere la propria firma per i referendum sull’acqua. Per mandare a casa i privati, il capitale finanziario e le multinazionali.

Per rifondare un nuovo modello di pubblico basato sulla partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Riappropriamoci di ciò che è nostro!
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Queste cose le ho gia’ viste!

“Recapitata busta con proiettile e minacce al premier”

“Esplode busta inviata alla Lega ferito un dipendente delle Poste Rivendicazione degli anarchici”

Cos’è un déjà vu?

Meccanismi che si rimettono in moto, prima delle elezioni, una confusione che non porta alcunche’ di buono… permette però ad alcuni di rimestare nella melma…

Ripubblicizzazione ACQUA

20 Marzo 2010
Manifestazione nazionale a Roma
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

OGGI ALLE 14.00

EMMA… sarei dalla sua parte!

Questa mattina, leggendo e rileggendo articoli, commenti, blog, etc. etc. – rimuginando pensieri, non erba – ho commentato: fossi la Bonino mi ritirerei dalla competition…

Scherzi a parte, uno schifo del genere in tutta la mia vita non l’ho mai visto (è caduto anche l’ultimo baluardo: Napolitano); vediamo chi davvero vuole ancora il governo della masnada di reietti incompetenti truffaldini deficienti che attualmente commette le nefandezze cui in questi giorni stiamo assistendo.

Stasera, tornando a leggere articoli, commenti, blog trovo questa chicca:

da Il Messaggero:
“Se dipendesse da Emma Bonino, ma soprattutto da Marco Pannella, che spinge per un gesto eclatante, la partita per la presidenza del Lazio andrebbe abbandonata. Non perché la candidata presidente del centrosinistra non sia determinata a combattere, ma perché il decreto varato dal governo «annulla qualsiasi certezza del diritto e anche del processo elettorale democratico». In sostanza, è la riflessione della Bonino, condivisa e, anzi, amplificata dai Radicali, «dopo l’atto violento e criminogeno dell’Esecutivo» perfino il risultato delle elezioni, se sfavorevole al centrodestra, «potrebbe essere «interpretato. E allora a che serve correre con il gioco truccato?».”

Quel Genietto del Ministro della Funzione Pubblica!

«La riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla».
E certo: chissa’ se ha mai lavorato in vita sua! Dire che l’articolo 1 della Carta non significa alcunche’ è una bestemmia, è non rispettare chi lavora; probabilmente ha sempre vissuto alle spalle degli altri!

Vogliamo dargli una via d’uscita?

In fondo due negazioni affermano, E R G O: l’Art. 1 significa eccome!!!! Oppure… non conosce la lingua italiana…

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente
o la curiosità di una ragazza irriverente che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente,
vuole scoprire se è vero quanto si dice intorno ai nani, che siano i più forniti della virtù meno apparente, fra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni e i mesi e se li conti anche i minuti è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti la maldicenza insiste batte la lingua sul tamburo fino a dire che un nano è una carogna di sicuro perchè ha il cuore troppo.. troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonne vegliate al lume del rancore, che preparai
gli esami e diventai procuratore, per imboccar
la strada che dalle banche di una cattedrale portan alla sacrestia, quindi alla cattedra di un tribunale
giudice finalmente…
giudice in terra del
bene e del male!

E allora la mia statura non dispezzò più buon umore a chi alla sbarra in piedi mi diceva “vostro onore” e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio non conoscendo
affatto la statura di Dio!.

Chiedo asilo politico!

A qualunque stato non abbia solo “facciata” di Democrazia.

Non mi va di essere governata da “presunti innocenti”, ovvero da persone che manovrano con avvocati e ogni mezzo per non essere condannati.

Non accetto l’immunità parlamentare perché, a mio parere, già chi è indagato deve dimettersi: andarsene!

Salvaguardare il paese con l’immunità? Non ci credo, il paese va a rotoli soprattutto se governato da persone non oneste.

 

http://www.gennarocarotenuto.it/2575-tonino-di-pietro-ma-non-lo-sai-che-si-fa-ma-non-si-dice#more-2575