DONGRIA KONDH: voce narrante Joanna Lumley

treaquileTre Aquile [foto reperita su internet]

Il primo aprile l’organizzazione per i diritti dei popoli indigeni Survival International ha presentato al parlamento inglese un film-documentario – “Mine: story of a sacred mountain” – che parla della minaccia che grava sulla tribù Dongria Kondh: una miniera di bauxite potrebbe distruggere la loro terra e la lore esistenza.

Da Survival:
La Vedanta Resources è una delle 100 società più capitalizzate quotate al London Stock Exchange (FTSE-100). La compagnia è in procinto di scavare una miniera di bauxite a cielo aperto sulla sommità della montagna sacra dei Dongria Kondh, sulla catena montuosa di Niyamgiri, nello stato indiano di Orissa.

I Dongria, che contano oltre 8.000 persone, venerano la cima della montagna, che considerano la dimora del loro dio, e sono determinati a impedire che venga trasformata in una desolata zona industriale. Il film descrive la loro battaglia.

Diversi attivisti di Survival hanno vissuto per settimane con la tribù. “I Dongria Kondh ricavano tutto ciò di cui hanno bisogno dalle colline di Niyamgiri e dai suoi fiumi” testimonia uno di loro.

“Tutti i membri della tribù con cui ho parlato mi hanno ripetuto la stessa cosa: ‘la Vedanta non può sottrarci tutte queste cose, non le lasceremo distruggere la nostra montagna’.”

La premiere del film si terrà oggi pomeriggio, mercoledì primo aprile, a Londra, presso la House of Commons del Parlamento inglese. Voce narrante del documentario è l’attrice britannica Joanna Lumley, famosa interprete della serie ‘Absolutely Fabulous’.

“È una tragica ironia” ha commentato l’attrice, “che quello che la Vedanta si propone di fare nel nome dello ‘sviluppo’ sia in realtà destinato solo a distruggere la totale autosufficienza dei Dongria.”

Stephen Corry, direttore generale di Survival International, ha aggiunto: “Per il bene dei Dongria Kondh, la Vedanta deve accantonare i progetti minerari previsti sulle colline di Niyamgiri perchè il loro impatto sarebbe devastante.

Sulla Vedanta potrebbe riversarsi prestissimo un vero fiume di richieste di ripensamento. Tutti gli azionisti della Vedanta devono prendere coscienza del fatto che i loro soldi potrebbero contribuire alla distruzione di un intero popolo.”

Nei giorni scorsi, la Vedanta ha subito un duro doppio colpo.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha convenuto sull’opportunità di analizzare tutti i reclami presentati da Survival in merito ai progetti minerari della compagnia su Niyamgiri.

Contemporaneamente, la polizia indiana ha cominciato a investigare sulle accuse di frode mosse contro Anil Agarwal, il multimiliardario presidente della compagnia.

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CENSURA.

Da La Repubblica.it

[…]l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, il quale, commentando la decisione di selezionare Soavi (“Il sangue dei vinti” dal libro di Pansa), ha affermato: “Chi ora gestisce in ogni sua articolazione il Festival deve avere ben chiara in mente la maggioranza politica che governa Roma”, salvo poi smentirsi e dire che era stato male interpretato dai giornalisti.[…]

Inutile commentare!

E’ stato anche rifiutato il film di Stone “W.” che avrebbe dovuto partecipare al Festival.

Se non ricordo male, questo festival non lo si doveva “togliere di mezzo” perché Roma ha tanti problemi e spendere soldi per una futile kermesse sarebbe stato disdicevole, impopolare (la gente “non arriva alla fine del mese e noi spendiamo per il festival del cinema…”, ?), … etc., etc. … ???

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/festival-roma-2008/no-a-stone/no-a-stone.html?ref=hpspr1

Mare Dentro

Martedì 8 settembre 2004 uscì, nelle sale italiane, un film che ho visto solo ieri sera e per pura casualità.

A casa, nulla di particolare in programma, ore 21.00: sulle televisioni italiane il solito squallore anonimo.

Scorrendo la programmazione sull’EPG del digitale terrestre, all’altezza di RAI 4 (il nuovo canale RAI), desta il mio interesse, o meglio, la mia curiosità un titolo: “Mare dentro” (evocativo al massimo!!!).

La teoria che asserisce di poter intuire già dalle parole di un titolo, a parere di molti, l’intensità e la bellezza di un’opera, credo sia vera.

“Mare dentro” è uno dei film di un giovane regista cileno: Alejandro Amenábar (lo stesso di “The Others”).

Il film tratta due temi oltremodo complessi: il rapporto dell’uomo con la morte e l’eutanasia. Il protagonista, Ramon (Javier Bardem), tetraplegico da ventisei anni a causa di un tuffo dalla scogliera, lucidissimo nelle sue analisi e ricchissimo di sentimenti ed emozioni, è colui che vuole andare incontro alla morte.

Amenábar illustra l’argomento con grande intensità, ma senza moralismi, senza morbosità; riesce così a raggiungere l’animo e il labirinto di pensieri di chi ha la fortuna di vedere questa pellicola.
Da vedere, da rivedere, da rivisitare, da ascoltare, da riascoltare, da…

Ci vediamo all’Alphaville?

vicolidiroma.jpgDomani, DiciannoveOttobreDuemilasette, inizia un’interessante rassegna cinematografica all’Alphaville Cineclub di Roma che durerà sino al VentiseiOttobreDuemilasette. Mi piace segnalare questo evento perché ha un programma a dir poco “succulento”; a Via Fanfulla da Lodi Cinque, al Pigneto, a Roma, dopo ogni proiezione c’è l’incontro con i registi e gli attori delle pellicole proiettate. Ci sarà l’occasione di incontrare personaggi come Marco Bellocchio o Alessandro Haber, Piera degli Esposti o Margherita Buy, Mario Monicelli o Massimo Ghini. Domani, a esempio, alle 18.00 si proietterà “Nel nome del Padre” di Marco Bellocchio e alle 20.00 “Sorelle” dello stesso regista, mentre alle 21.30 si potranno scambiare 4ChiaCChieRe con lo stesso regista…
… ci vediamo all’ALPHAVILLE? (info: alphaville2001@libero.it)

L’MLM dei favori.

Son quattro volte che vedo il film “Un sogno per domani”; questa volta mi son chiesta: – Perche’ hai deciso di vederlo ancora?
Sunglasses

E, naturalmente, tra i circuiti cerebrali, quelli ancora funzionanti, si è rivelata la risposta – semplice peraltro – perche’ mi fa star bene, anche se la conclusione non è per niente bella.

Perche’ mi fa star bene?

Semplice: una volta tanto l’MLM (Multi Level Marketing) non è applicato a questioni pratico-monetarie, ma a quel sottile, profondo, intrinseco piacere che si prova nel donare; nel donare sentimenti, solidarieta’, aiuto, amore, comprensione senza aspettarsi nulla in cambio.

L’idea, ovviamente, poteva solo nascere tra i circuiti cerebrali attivissimi di un bambino.

Il film non è un capolavoro, ma a me piace lo stesso nonostante le due stelle di una specie di settimanale che si occupa di programmi televisivi.