E ora? Trascineranno il popolo? Dove? Alla deriva!

Ho sempre pensato che il mio voto servisse a farmi rappresentare da una persona che avesse affinità al mio modo di pensare.

Non ho mai pensato di votare per creare un “super pares”!
E quindi mi pare giustissimo:

“LA CORTE COSTITUZIONALE GIUDICANDO SULLE QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE POSTE CON LE ORDINANZE N. 397/08 E N. 398/08 DEL TRIBUNALE DI MILANO E N. 9/09 DEL GIP DEL TRIBUNALE DI ROMA HA DICHIARATO L’ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 23 LUGLIO 2008, N. 124 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 138 DELLA COSTITUZIONE. HA ALTRESI’ DICHIARATO INAMMISSIBILI LE QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELLA STESSA DISPOSIZIONE PROPOSTE DAL GIP DEL TRIBUNALE DI ROMA.”

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Tanto rumore per… un lodo.

schiz_theman

Su diversi quotidiani (“farabutti”!) si legge della difesa imbastita dall’Avvocatura dello Stato per evitare la bocciatura del Lodo Alfano.

Una memoria di ventuno pagine, tutte dedicate a difendere la ragionevolezza del lodo che – addirittura! – si definisce “dovuto”.

E ancora, secondo l’Avvocatura, la bocciatura del Lodo Alfano provocherebbe “danni gravi e irreparabili”.

Tutto questo, davvero, un po’ sconcerta.

E’ giusto chiedersi – a questo punto – se:
– è opportuno continuare a tenere un presidente del consiglio (che anche ai migliori garantisti appare un “po’” preoccupato da un’eventuale bocciatura del lodo) che umilia l’Italia e gli Italiani;
– la legge è davvero uguale per tutti;
– il Lodo Alfano è compatibile con la Costituzione.

La Corte Costituzionale non può preoccuparsi di un premier che forse “va a casa troppo presto”, prima del previsto, o che politicamente diventa più debole (è già subbuglio nel PdL!).

La Corte Costituzionale deve solo pronunciarsi sulla compatibilità con la Costituzione del Lodo Alfano (rifacimento di quello Schifani già bocciato nel 2004).

E poi, tutto questo affaticarsi per proteggere un personaggio che non riesce più neanche a fare quello che gli riusciva meglio, cui prodest?

Chiedo asilo politico!

A qualunque stato non abbia solo “facciata” di Democrazia.

Non mi va di essere governata da “presunti innocenti”, ovvero da persone che manovrano con avvocati e ogni mezzo per non essere condannati.

Non accetto l’immunità parlamentare perché, a mio parere, già chi è indagato deve dimettersi: andarsene!

Salvaguardare il paese con l’immunità? Non ci credo, il paese va a rotoli soprattutto se governato da persone non oneste.

 

http://www.gennarocarotenuto.it/2575-tonino-di-pietro-ma-non-lo-sai-che-si-fa-ma-non-si-dice#more-2575 

Ma da-v-eeee-roo?!?!?!??!?!? (tipica inflessione romana!)

passion.gifIl 60% delle donne che ricorrono alla 194 sono cattoliche in un sondaggio realizzato ad Ascoli Piceno.

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=203&ID_sezione=274&sezione;

Siamo nel 2008 o nel 1978?

La storia non si ripete e se si ripete o è farsa o è tragedia

Bologna, 2 Marzo 2008

Apprendiamo da Pina Nuzzo (delegata nazionale UDI) e pubblichiamo:

Sabato pomeriggio a Bologna tre ragazze che stavano volantinando in zona universitaria per il presidio di Martedì 4 marzo sotto il tribunale di Bologna (processo all’aggressore di Mara), sono state fermate da agenti della DIGOS in borghese e, in seguito, caricate in macchina con modi brutali e condotte in questura dove, alla stregua di delinquenti comuni, gli agenti le hanno fotografate e hanno preso le loro impronte digitali.

Durante il fermo un agente ha sequestrato il cellulare di una delle tre ragazze che contattava un’avvocata dell’UDI. Le ragazze sono state trattenute in questura per quattro ore senza motivo.
Era presente anche una poliziotta che è stata allontanata dai colleghi perché non era d’accordo con i loro modi. Esprimiamo la più ferma condanna per l’atteggiamento fortemente intimidatorio degli ‘uomini’ (esseri umani di sesso maschile) delle forze dell’ordine in questa circostanza nei confronti di donne che svolgono legittima attività politica. Tutta la nostra solidarietà alle tre compagne di Bologna e invitiamo tutte le donne ad unirsi e attivarsi affinché questo grave episodio non passi inosservato dai mezzi di comunicazione e dall’opinione pubblica.

A presto

controviolenzadonne.org

Ecco, ci siamo!

Siamo tornati indietro di trent’anni… per ora! Dopo la notizia dell’eventuale richiesta di moratoria alle Nazioni Unite da parte di alcuni nostri “geni” – (ha diversi significati questa parolina), di strana natura ma italiani, fatta stamane – ecco un’altra notizia:

Da Repubblica.it

Aborto, blitz della polizia nella clinica ostetrica
“Nessuna violazione della 194”

Una donna abortisce un feto malformato nato morto e dopo venti minuti arrivano gli agenti in corsia. Pazienti e personale interrogati, sequestrata la cartella clinica. L’Unione delle donne denuncia il clima da caccia alle streghe e annuncia una manifestazione di piazza

Blitz della polizia al Nuovo Policlinico. Sette uomini in divisa si sono presentati ieri pomeriggio nella Clinica Ostetrica per indagare su un´interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato. Il sospetto delle forze dell´ordine, dicono i medici, sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato.

A svelare che si trattava di un equivoco è stato Francesco Leone, responsabile del Servizio Ivg arrivato in clinica proprio durante il blitz. «Abbiamo praticato l´interruzione di gravidanza terapeutica nel secondo trimestre», ha spiegato lo specialista, «quindi nei termini di legge. D´altronde il feto era affetto da una grave malattia congenita». «L´espulsione del feto», ha raccontato Leone, «è avvenuta alle 18 e gli agenti sono arrivati dopo 20 minuti». E in reparto è successo il finimondo.

Tre uomini hanno raggiunto la corsia dove era ricoverata la donna. L’hanno interrogata chiedendole i particolari della gravidanza, poi sono passati alla degente che le stava vicino, e anche lei è stata interrogata. Intanto altri due agenti hanno chiesto notizie a un´infermiera del reparto e altri quattro hanno voluto sapere dagli specialisti i particolari tecnici. «Mi è sembrato – ha detto Leone – un atto spropositato, neanche fosse stato un blitz anticamorra».

Gli agenti hanno acquisito la cartella clinica su autorizzazione del pm. E oggi è arrivata la dura condanna dell’Udi, l’Unione delle donne in Italia. La storica associazione ha preso posizione su quanto avvenuto al Policlinico dell’Università Federico II. “Si trattava – hanno dichiarato le portavoci – di un aborto terapeutico alla quarta settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto”. Stando alla lettura che danno dell’episodio, i medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti, sempre secondo quanto riferisce l’Udi, hanno poi intimidito la vicina di letto della donna, esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.

L’Udi denuncia “il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso” e dà appuntamento a tutte le donne napoletane per giovedì prossimo, in piazza Vanvitelli, alle ore 17. “La nostra mobilitazione – affermano – partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d’Italia. Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita”.

E sul Corriere…

http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_13/aborto_pm_napoli_40849132-da23-11dc-be67-0003ba99c667.shtml