Penso che…

sia bellissima la considerazione di Wellington che Giannini riporta nel suo pezzo di Repubblica per descrivere lo stato d’animo di II Sung (il berlusca): “Non capisco. Ho dato un ordine, e tutti si sono messi a discutere”.

Proprio ieri, discutendo con un signore che conosco ormai da anni (amici di cane…), si cercava di analizzare le mosse di Fini.

Premesso che
il soggetto in questione non è certo uno stupido, soprattutto se confrontato agli ex-suoi; commentavo che – sicuramente – prima di “muovere le sue truppe” i propri conticini li aveva già fatti;

Fini, da tempo, si sta spostando sempre più al centro rispetto alla destra, ed è diventato quindi un centro-centro-destra;

il Rossi di FareFuturo afferma che oramai il vaso ha traboccato (“Non sappiamo come andrà a finire lo scontro politico tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. E sinceramente poco ce ne importa. Poco ce ne importa perché, comunque vada a finire, sia che nascano i gruppi parlamentari di Pdl-Italia sia che il premier sappia rispondere alle questioni politiche poste dal presidente della Camera, il dado comunque è tratto.“) e quindi gli scenari cambiano;

ed è da tempo che Fini ha “sgrassato” il gruppo che lo circonda della rozzezza di Storace, o della “Santadeche'”, o “der Pecora”; lo sta ulteriormente “sgrassando” da gente come Gasparri e La Russa;

si propone come difensore dello Stato di Diritto e appoggia Napolitano (chi l’avrebbe mai detto, siamo al paradosso) che lo vede come l’unico interlocutore a voler rispettare le regole;

oso dedurne che quest’ultima prossima creazione di Fini (sta giocando a scacchi e la sua strategia lo porterà al Quirinale, se non sbaglierà mosse) non potrà essere una nuova Alleanza Nazionale, ma un qualcosa di ben diverso che ridisegnerà la sua figura politica e anche quella della destra in Italia.

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Intervista a Guido Rossi: qualcuno ancora PENSA!!!

Anche il non voto è una scelta democratica?
«No, in questo caso le persone stanno scegliendo di non consumare. Hanno capito che questa non è una campagna elettorale ma pubblicitaria e di marketing. Si vota per delle idee, lei le ha viste?».

Intervista su Corriere.it

Quando Ci Sarà La Nostra Bastiglia?

Se Non Hanno Pane, Che Mangino Brioches!

Frase attribuita a Maria Antonietta cui venne riferito che il popolo non aveva pane.

In Italia, mi pare, per una amplissima fetta di cittadini c’è difficoltà nel riuscire a vivere.

Come Maria Antonietta i politici sembrano non rendersi conto e vivono nel loro unto lusso fatto di danaro rubato ai contribuenti.

I Francesi – grande popolo nonostante non godano della mia piena simpatia – presero la Bastiglia e fecero la loro rivoluzione.

Il popolo italiano sarà mai in grado di fare la sua rivoluzione?

Bianco Natale: che vergogna!

Ogni giorno c’è una vergogna in più, un dolore essere in Italia e Italiani in questo periodo! Davvero…

La Comencini racconta una storia simile a tante altre… abbiamo forse dimenticato?

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/comencini-lettera/comencini-lettera.html

E ora? Trascineranno il popolo? Dove? Alla deriva!

Ho sempre pensato che il mio voto servisse a farmi rappresentare da una persona che avesse affinità al mio modo di pensare.

Non ho mai pensato di votare per creare un “super pares”!
E quindi mi pare giustissimo:

“LA CORTE COSTITUZIONALE GIUDICANDO SULLE QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE POSTE CON LE ORDINANZE N. 397/08 E N. 398/08 DEL TRIBUNALE DI MILANO E N. 9/09 DEL GIP DEL TRIBUNALE DI ROMA HA DICHIARATO L’ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELL’ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 23 LUGLIO 2008, N. 124 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 138 DELLA COSTITUZIONE. HA ALTRESI’ DICHIARATO INAMMISSIBILI LE QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELLA STESSA DISPOSIZIONE PROPOSTE DAL GIP DEL TRIBUNALE DI ROMA.”

Mitico Curzio Maltese su BoccadiRosa in TV.

da Repubblica.it

IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D’Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era “profondamente indignato”, perché “la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi”.

Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori.

Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da “quella là”. Eppure nessuno di loro s’è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo. A fine impero, Berlusconi può fare quello che vuole, candidare chi gli pare per motivi più o meno confessabili. L’importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.

Prima di ieri, Patrizia D’Addario era stata intervistata da sei televisioni straniere. I filmati erano stati distribuiti in una trentina di paesi. La televisione italiana è arrivata per ultima e, com’è noto, fra mille difficoltà e minacce.

L’uomo che governa l’Italia ha dedicato gli ultimi giorni a escogitare ogni forma di pressione per impedire la presenza in video dell’escort barese. Ha smosso i vertici Rai e il ministro Scajola. A proposito del fatto che “esistono problemi più seri”. Fallito l’ultimo e un po’ grottesco tentativo di boicottaggio, un papiro di otto pagine con un parere legale catapultato dal direttore di Raidue a Santoro poco prima della messa in onda, Berlusconi è passato alla fase due, la controprogrammazione. Con Bruno Vespa e Maurizio Belpietro nel ruolo di avvocati difensori, come se non avesse abbastanza. Dopo essere stati convocati a palazzo dal premier nel pomeriggio, i due fidi giornalisti hanno dato vita ieri sera a un’incredibile puntata di Porta a Porta dedicata a smontare il programma appena andato in onda sull’altra rete Rai.

Simbolo dell’arlecchinesca trovata il direttore di Libero Belpietro, il quale, come il mitico Soleri, saltabeccava da una rete all’altra per servire il padrone (non ci porteva essere descrizione migliore per il direttore di Libero!).

Per avere un’idea di come funzioni una democrazia, vale la pena di ricordare che nel 1999, mentre Bill Clinton era nel pieno del secondo mandato alla Casa Bianca, Monica Lewinski fu intervistata per due ore dalla Abc e vista da cento milioni di americani. Senza che né Clinton né un solo esponente politico democratico si sognasse di protestare. Naturalmente la Lewinski fu invitata, come la D’Addario, da decine di televisioni straniere. Compresa la Rai, con il personale plauso di Agostino Saccà, buon amico del presidente del consiglio. Alla fine la celebre stagista della Casa Bianca aveva accettato di partecipare a Porta a Porta, ma rinunciò all’ultimo momento perché non aveva ottenuto di far togliere la parola “sexgate” dai titoli di testa.

Bruno Vespa, nel caso di Clinton, non aveva ancora scoperto il rispetto della privacy e il disgusto per il gossip esibito a piene mani ieri sera.

La mancata presenza della Lewinski su Raiuno era costata ventimila euro alla tv di Stato. Clinton non l’aveva mai candidata a cariche pubbliche. Carl Bernstein da New York ha tutto il diritto di dirci che la nostra non è una democrazia ma “una specie di sistema sovietico”.
Patrizia D’Addario ha avuto la sfortuna di andare a letto con il presidente del consiglio italiano e non con il presidente Usa, quindi non è stata pagata dalla Rai. È andata da Santoro gratis, dopo aver “sputtanato Berlusconi in mondovisione”, per usare l’espressione di Belpietro. Ha raccontato la sua storia, la sua storia sbagliata e proibita nell'”harem del presidente”. L’harem di venti ragazze che gli portava a palazzo l’amico e compagno di merende Giampi Tarantini.

Tutte vestite, truccate, pagate uguali, costrette poverine a vedere il filmato celebrativo, convocate dallo stesso sogno di una celebrità qualsiasi ottenuta in qualsiasi modo. Al di là della politica, delle inchieste, dello stesso caso Berlusconi, è come se le parole di Patrizia facessero cadere un sipario e mostrassero quello che c’è dietro l’Italia visibile e vista in questi decenni, dietro l’eterno spettacolo televisivo, dietro tutte le domeniche in, tutti i talk show, tutti i grandi fratelli di questi anni, la finta allegria, il falso successo. Un mondo di solitudine, di vuoto, d’infinito squallore.

Tanto rumore per… un lodo.

schiz_theman

Su diversi quotidiani (“farabutti”!) si legge della difesa imbastita dall’Avvocatura dello Stato per evitare la bocciatura del Lodo Alfano.

Una memoria di ventuno pagine, tutte dedicate a difendere la ragionevolezza del lodo che – addirittura! – si definisce “dovuto”.

E ancora, secondo l’Avvocatura, la bocciatura del Lodo Alfano provocherebbe “danni gravi e irreparabili”.

Tutto questo, davvero, un po’ sconcerta.

E’ giusto chiedersi – a questo punto – se:
– è opportuno continuare a tenere un presidente del consiglio (che anche ai migliori garantisti appare un “po’” preoccupato da un’eventuale bocciatura del lodo) che umilia l’Italia e gli Italiani;
– la legge è davvero uguale per tutti;
– il Lodo Alfano è compatibile con la Costituzione.

La Corte Costituzionale non può preoccuparsi di un premier che forse “va a casa troppo presto”, prima del previsto, o che politicamente diventa più debole (è già subbuglio nel PdL!).

La Corte Costituzionale deve solo pronunciarsi sulla compatibilità con la Costituzione del Lodo Alfano (rifacimento di quello Schifani già bocciato nel 2004).

E poi, tutto questo affaticarsi per proteggere un personaggio che non riesce più neanche a fare quello che gli riusciva meglio, cui prodest?