Mitico Curzio Maltese su BoccadiRosa in TV.

da Repubblica.it

IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D’Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era “profondamente indignato”, perché “la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi”.

Al massimo, si può pensare di candidarli al Parlamento europeo, come lui aveva progettato di fare, prima di essere fermato da Veronica Lario. Sembra una canzone di Fabrizio De Andrè, questa storia della prostituta cercata di notte e ripudiata alla luce dei riflettori.

Santoro non trova un politico di centrodestra disponibile a frequentare la stessa trasmissione inquinata da “quella là”. Eppure nessuno di loro s’è mai sentito in imbarazzo a presentarsi nelle liste elettorali accanto a Patrizia e le altre. Nessuno ha chiesto spiegazioni al capo. A fine impero, Berlusconi può fare quello che vuole, candidare chi gli pare per motivi più o meno confessabili. L’importante è che il cavallo o la cavalla nominati senatori non prendano la parola per raccontare come sono andati i fatti.

Prima di ieri, Patrizia D’Addario era stata intervistata da sei televisioni straniere. I filmati erano stati distribuiti in una trentina di paesi. La televisione italiana è arrivata per ultima e, com’è noto, fra mille difficoltà e minacce.

L’uomo che governa l’Italia ha dedicato gli ultimi giorni a escogitare ogni forma di pressione per impedire la presenza in video dell’escort barese. Ha smosso i vertici Rai e il ministro Scajola. A proposito del fatto che “esistono problemi più seri”. Fallito l’ultimo e un po’ grottesco tentativo di boicottaggio, un papiro di otto pagine con un parere legale catapultato dal direttore di Raidue a Santoro poco prima della messa in onda, Berlusconi è passato alla fase due, la controprogrammazione. Con Bruno Vespa e Maurizio Belpietro nel ruolo di avvocati difensori, come se non avesse abbastanza. Dopo essere stati convocati a palazzo dal premier nel pomeriggio, i due fidi giornalisti hanno dato vita ieri sera a un’incredibile puntata di Porta a Porta dedicata a smontare il programma appena andato in onda sull’altra rete Rai.

Simbolo dell’arlecchinesca trovata il direttore di Libero Belpietro, il quale, come il mitico Soleri, saltabeccava da una rete all’altra per servire il padrone (non ci porteva essere descrizione migliore per il direttore di Libero!).

Per avere un’idea di come funzioni una democrazia, vale la pena di ricordare che nel 1999, mentre Bill Clinton era nel pieno del secondo mandato alla Casa Bianca, Monica Lewinski fu intervistata per due ore dalla Abc e vista da cento milioni di americani. Senza che né Clinton né un solo esponente politico democratico si sognasse di protestare. Naturalmente la Lewinski fu invitata, come la D’Addario, da decine di televisioni straniere. Compresa la Rai, con il personale plauso di Agostino Saccà, buon amico del presidente del consiglio. Alla fine la celebre stagista della Casa Bianca aveva accettato di partecipare a Porta a Porta, ma rinunciò all’ultimo momento perché non aveva ottenuto di far togliere la parola “sexgate” dai titoli di testa.

Bruno Vespa, nel caso di Clinton, non aveva ancora scoperto il rispetto della privacy e il disgusto per il gossip esibito a piene mani ieri sera.

La mancata presenza della Lewinski su Raiuno era costata ventimila euro alla tv di Stato. Clinton non l’aveva mai candidata a cariche pubbliche. Carl Bernstein da New York ha tutto il diritto di dirci che la nostra non è una democrazia ma “una specie di sistema sovietico”.
Patrizia D’Addario ha avuto la sfortuna di andare a letto con il presidente del consiglio italiano e non con il presidente Usa, quindi non è stata pagata dalla Rai. È andata da Santoro gratis, dopo aver “sputtanato Berlusconi in mondovisione”, per usare l’espressione di Belpietro. Ha raccontato la sua storia, la sua storia sbagliata e proibita nell'”harem del presidente”. L’harem di venti ragazze che gli portava a palazzo l’amico e compagno di merende Giampi Tarantini.

Tutte vestite, truccate, pagate uguali, costrette poverine a vedere il filmato celebrativo, convocate dallo stesso sogno di una celebrità qualsiasi ottenuta in qualsiasi modo. Al di là della politica, delle inchieste, dello stesso caso Berlusconi, è come se le parole di Patrizia facessero cadere un sipario e mostrassero quello che c’è dietro l’Italia visibile e vista in questi decenni, dietro l’eterno spettacolo televisivo, dietro tutte le domeniche in, tutti i talk show, tutti i grandi fratelli di questi anni, la finta allegria, il falso successo. Un mondo di solitudine, di vuoto, d’infinito squallore.

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Si continua con la censura.

schiz_theman

BBBBRRRRRRRRRRR (non è una pernacchia, ma solo brividi di freddo, o… altro!) Brividi di freddo dovuti a una notizia: vuole cambiare la costituzione!

In questo caso speriamo che God doesn’t save the king!

Molti affermano che quello attuale non è un regime; ma come  si fa a dire una tal cosa?

Leggi approvate a suon di fiducia, trasmissioni censurate, obiettivo “regolamentazione” Internet per il prossimo G8 (Frattini ieri diceva che il problema è il “furto di identità”: ci ha proprio scambiati per deficienti!), blog censurati (vedi Ruta), lodo Alfano… Avremo un nuovo ventennio? (E speriamo che siano solo venti!)

Santoro è fazioso, Floris è fazioso.
Anche Fazio è Fazioso?

da Repubblica.it
Il centrodestra aveva attaccato il giornalista: “Ospiti di sinistra”
Il presidente di viale Mazzini: “Interviste realizzate con grande attenzione”
Rai, Pdl contro Petruccioli
“Difende Fazio, non è pluralista”

ROMA – “Non esiste un caso Fazio. Lui è il nostro Letterman”. Il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, scende in campo in difesa del conduttore di Che tempo che fa attaccato dal centrodestra che lo ha accusato di essere troppo schierato con l’opposizione. E lo fa paragonandolo al prestigioso giornalista americano che conduce da anni un programma seguitissimo e rivendicando “il pluralismo” della sua gestione di viale Mazzini.

Parole pronunciate davanti lavori della commissione di Vigilanza Rai, dove oggi è si è presentato con il direttore generale Claudio Cappon. “Quelle di Fazio sono interviste realizzate con grande attenzione e legate ai fatti. Alla fine del ciclo si potrà giudicare sull’equilibrio. Ma devo dire che a Fazio è stato rinnovato da poco il contratto per i prossimi anni dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini con un solo voto contrario” dice il presidente Rai. Che assicura: “Sono assolutamente convinto che questi ultimi anni nella storia della Rai potranno essere iscritti come anni nei quali c’è stato più pluralismo”.

Affermazioni che non soddisfano il Pdl. Che attacca duramente il presidente. “Siamo rimasti scioccati dalle affermazioni del presidente Petruccioli. Non solo non ha risposto alle nostre domande, ma ha terminato con una chicca finale: non c’è mai stato tanto pluralismo in Rai come negli ultimi anni” dice il capogruppo Alessio Brutti.

L’Idv invece torna ad attaccare il governo: “Il clima di intimidazione nei confronti dei giornalisti è la conferma che la vigilanza Rai è ormai ridotta a semplice depandance della villa di Arcore” attacca l’Italia dei valori.

Che dire? o Che fare?

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Da qualche tempo un percorso a ritroso accompagna il nostro vivere quotidiano; stiamo inesorabilmente arretrando su tutte le problematiche più importanti: diritti umani, diritti delle donne, diritti dei lavoratori, legalità, immigrazione, ambiente, qualità della vita, questioni etico-morali.

Non credo di dire un’eresia se affermo di avere la sensazione di vivere in un periodo antecedente il sessantotto; mi sembra di aver perso tutto quello per cui si era lottato da quegli anni in poi.

Attualmente, inoltre, si assiste a fatti di una certa gravità cui, sembra, non venga dato il giusto peso.

Il voler affidare una trasmissione televisiva (“Venerabile Italia” – Odeon TV) a un personaggio pluricondannato come Licio Gelli risulta intollerabile. Un “venerabile” della loggia massonica P2 (Programma 2) che si è anche preso la briga di appoggiare il decreto della Gelmini che, almeno, ha il merito di aver fatto insorgere un popolo un po’ sopito, un po’ ripiegato su se stesso per via di soprusi e ingiustizie; sono cittadini che però cominciano a percepire un disagio dai risvolti ancora poco chiari e che potrebbero essere molto negativi.

Dalla legge sull’aborto alla questione Alitalia, dal lodo Alfano alla finanziaria dei tagli inopportuni, dalle leggi approvate “a suon di” fiducia alla volontà di spazzar via i rinnovi di tutti i contratti di lavoro, dal voler negare le preferenze per le europee alla questione RAI (è di questi giorni il “papuocchio” – i dialetti rendono sempre bene – della commissione): un’escalation di eventi via via sempre più gravi.

A mio parere non c’è nulla di buono all’orizzonte, ma soltanto qualcosa che certamente non è democrazia.

L’ultima chicca ce l’hanno regalata i giudici di Genova che però – per quanto mi riguarda – sia per la Diaz nel 2001 (ci son voluti sette anni e qualche mese per la sentenza) che per eventi un po’ più lontani ed esattamente risalenti al 1977, hanno dimostrato che un certo tipo di meccanismi esisteva ed esiste, è sempre lo stesso: la pubblica sicurezza, la polizia – per interessi politici e di appartenenza – costruisce false prove per occultare i misfatti dei propri agenti. Rimane l’amarezza per i vertici scagionati: una nefandezza!

Mare Dentro

Martedì 8 settembre 2004 uscì, nelle sale italiane, un film che ho visto solo ieri sera e per pura casualità.

A casa, nulla di particolare in programma, ore 21.00: sulle televisioni italiane il solito squallore anonimo.

Scorrendo la programmazione sull’EPG del digitale terrestre, all’altezza di RAI 4 (il nuovo canale RAI), desta il mio interesse, o meglio, la mia curiosità un titolo: “Mare dentro” (evocativo al massimo!!!).

La teoria che asserisce di poter intuire già dalle parole di un titolo, a parere di molti, l’intensità e la bellezza di un’opera, credo sia vera.

“Mare dentro” è uno dei film di un giovane regista cileno: Alejandro Amenábar (lo stesso di “The Others”).

Il film tratta due temi oltremodo complessi: il rapporto dell’uomo con la morte e l’eutanasia. Il protagonista, Ramon (Javier Bardem), tetraplegico da ventisei anni a causa di un tuffo dalla scogliera, lucidissimo nelle sue analisi e ricchissimo di sentimenti ed emozioni, è colui che vuole andare incontro alla morte.

Amenábar illustra l’argomento con grande intensità, ma senza moralismi, senza morbosità; riesce così a raggiungere l’animo e il labirinto di pensieri di chi ha la fortuna di vedere questa pellicola.
Da vedere, da rivedere, da rivisitare, da ascoltare, da riascoltare, da…

Mormorii politici…

A una settimana dal risultato elettorale sussurri, non ancora grida, ponevano l’accento sulle conseguenze di un’eventuale “uscita” dall’Europa Unita.

A voler ricordare parole e fatti dello scorso governo Berlusconi, quei sussurri, non ancora grida, non mi indicano alcunché di nuovo; ne parlo perché già dall'”affaire” Alitalia, a oggi (Maroni-Rom-Romania- Frontiere-sbarchi; mi chiedo se Maroni ricorda di essere parte di un popolo caratterizzato da forti flussi migratori e che ha esportato mafia oltre che la propria arte e cultura), mi appare piuttosto possibile la sciagura che ho citato poco fa.

Uscire dall’Euro, dalla Comunità europea, significherebbe – ne sono certa – diventare “avamposto” del terzo/quarto mondo:una sventura appunto!

Non rispettando le regole comunitarie potrebbe accadere che Bruxelles si… “irriti”!?!!??!?!

E ci sbatta fuori… http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-2/maroni-andremo-avanti/maroni-andremo-avanti.html

Le terre del Faraone.

Nel pomeriggio di questa giornata di maggio, in TV, hanno parlato di un finto eden, quello delle Cinque Terre, e del Parco delle Cinque Terre.

Hanno anche illustrato le attività produttive del Parco; delle alici pescate e Monterosso e traformate per inscatolarle, dei diversi prodotti agricoli trasformati: limoni, basilico (pesto), erbe aromatiche di vario tipo, uva, olive, etc.

Tutti prodotti che saranno poi venduti come “prodotti del Parco delle Cinque Terre”.

Tutto bene sin qui.

Perché, però, mai alcuno parla dell’amianto presente alle Cinque Terre? E delle discariche? E della rete fognaria inesistente? E dei bilanci che l’Ente Parco non pubblica mai?

Perché? Vogliamo i bilanci!!!

Addirittura producono, nel laboratorio del Parco (avranno chiesto tutti i permessi e le licenze per la cosmesi), prodotti di bellezza, cosmetici, etichettandoli come naturali perché prodotti con le erbe aromatiche coltivate nel Parco.

Ma i bilanci?

Possono essere “naturali” dei prodotti realizzati in zone che presentano amianto a cielo aperto, inquinamento, rete fognaria inesistente?

Ma i bilanci?

Perché non si possono consultare i bilanci? Mi pare che i bilanci di un ente pubblico debbano essere consultabili…

Intanto scorrono le immagini che presentano la “Via dell’Amore”, giornalmente percorsa da migliaia di visitatori, e si paga anche per percorrerla…

Ma i bilanci?

Ed ecco il Faraone che soddisfa la propria bramosia di protagonismo…

Faraone vogliamo i bilanci!!!

E’ “interessante” leggere tutta la storia dei bilanci qui:

http://www.vas5terreriviera.org/Emergenze/IBilancidelParcoNazionaledelle5Terre/tabid/69/Default.aspx

Ieri Paolo Barnard diceva:

Da RESET

Mail di Paolo Barnard del 9 Marzo 2008

Oggetto: Report censura ‘Censura Legale’. Un altro colpo alla libera informazone

Cari amici/amiche, la redazione di Report, con un espediente senza precedenti nei forum, ha censurato nel proprio forum la discussione su Censura Legale, facendola sparire dalla prima pagina nonostante fosse la più attiva (http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=193515&f=141).
Essa non solo ospitava le libere opinioni di diversi spettatori della trasmissione, ma era stata letta da quasi 30.000 italiani in un crescendo giornaliero.
Le critiche che si andavano accumulando sull’operato di Milena Gabanelli, in collusione con la RAI nell’opera di Censura Legale, non sono state tollerate dalla redazione, che in questo modo replica la stessa intolleranza al libero dibattito e alla ricerca della verità del Sistema che vorrebbero contrastare.
Vi chiedo di agire oggi stesso partecipando alla protesta che si va accendendo sul forum di Report (leggere nel forum: Importante – Ordine di archiviazione delle discussioni e poi scrivere su Importante – Bernardo Iovene on line e/o Gabanelli nel panico mostra chi veramente è.
Ne va ancora una volta del vostro diritto di poter credere che chi vi informa sia realmente ciò che dichiara di essere. Ne va della libera informazione in Italia.
Grazie a tutti. Paolo Barnard

N.B. Non rispondete a me, per cortesia, ma agite se lo riterrete opportuno.