Demos e Kratos

Platone : “la democrazia nasce quando i poveri, dopo aver riportato la vittoria, uccidono alcuni avversari, altri ne cacciano in esilio e dividono con i rimanenti, a condizioni di parità il governo e le cariche pubbliche”.

bodyexercise.jpgSi sente dire, spesso, che ancora non si è riusciti a realizzare quello che il concetto di Democrazia indica; sono perfettamente d’accordo.

La parola “democrazia” deriva da due paroline greche, demos e kratos appunto, il cui significato - in relazione soprattutto al valore che attualmente si dà a “democrazia” – può essere stupefacente.

I Greci con demos indicavano i ceti poveri, i braccianti, il popolo insomma; con kratos, invece, si indicava il potere, ma nella sua accezione coercitiva.

Possiamo quindi concludere che democrazia, letteralmente, significa potere del popolo; per estensione potremmo giungere al significato di “dittatura (potere coercitivo) del popolo”.

Mi chiedo, non avendo ancora realizzato “il governo del popolo”, quale potrebbe essere il vero significato di “democrazia partecipata”?

E volendo mantenere il significato che attualmente attribuiamo a “democrazia”, potremmo mai realizzare una “democrazia partecipata”?

Per realizzarla, ogni individuo-soggetto dovrebbe essere cosciente del proprio impegno per informarsi, proporre, realizzare, controllare.

“Democrazia partecipata” non vuol dire partecipare a qualche riunione in vicinanza delle elezioni (quando i politici, per reperire voti, suonano strombazzando l’”adunata”); il vero significato risiede nella partecipazione a t t i v a fatta di informazione, di idee da proporre e da realizzare per il bene comune, di controllo dell’operato di chi mandiamo in parlamento.

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